Rocca imperiale: un arresto per immigrazione clandestina

I carabinieri della Stazione di Rocca Imperiale hanno arrestato, nel corso di un predisposto servizio di controllo del territorio, il 33enne albanese Dogi Rakip, senza fissa dimora, celibe, nullafacente, pregiudicato. Costui aveva violato l’obbligo di non rientrare nel territorio italiano per cinque anni, impostogli con decreto di espulsione emesso a suo carico nel marzo 2011 dalla Questura di Palermo. Nel corso di una perquisizione veicolare sull'autovettura dell'albanese, priva anche di copertura assicurativa, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato, all’interno del bagagliaio, attrezature e strumenti da scasso. L’arrestato è stato  tradotto presso la casa Circondariale di Castrovillari .

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Cassano: due arresti, un per evasione domiciliari e uno per detenzione di droga

Il 15 novembre, nella mattinata, a Cassano i carabinieri della locale Tenenza, nel corso di un predisposto servizio di controllo del territorio, hanno arrestato per il reato di evasione il 60enne Francese Lorenzo, nato a San Lorenzo Bellizzi e residente a Cassano coniugato, imprenditore agricolo, pregiudicato.
Costui sottoposto al regime degli arresti domiciliari dal 19 luglio u.s. per il reato di tentata estorsione,  è stato sorpreso dai carabinieri  lontano dal proprio domicilio e e quindi riportato agli arresti domiciliari  presso la propria abitazione.

Nella serata di ieri, 16 novembre, sempre a Cassano i carabinieri hanno arrestato, per il reato di detenzione illecita di sostanza stupefacente,  Ghazi Mohamed, nato in marocco il 1° gen 1984, residente a Cassano all’ionio, coniugato, nullafacente, pregiudicato.
Costui nel pomeriggio, in  via IV Novembre, è stato bloccato dai carabinieri dopo aver prelevato da un magazzino 3  confezioni termosigillate di sostanza stupefacente del peso complessivo di 75 grammi circa tra eroina e cocaina, sottoposte a sequestro.
L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Castrovillari.

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Amendolara: tentato furto al deposito dei Monopoli di Stato

Tentato furto con scasso la scorsa notte al deposito dei Monopoli di Stato di Amendolara. Lo hanno sventato per un soffio i Carabinieri della Stazione di Roseto Capo Spulico nel corso di una normale operazione di controllo del territorio predisposta dal comandante Maresciallo Marco Carafa. I militari dell’Arma, passando verso mezzanotte a bordo dell’auto di servizio nei pressi del deposito dei Monopoli di Stato che, come è noto, rifornisce tutti i paesi dell’Alto Jonio, hanno udito il battere di pesanti colpi di mazza contro la parete del deposito e, girato l’angolo, hanno cercato di fare subito irruzione sul posto ma dei ladri, avvertiti istantaneamente dal “palo”, non c’era più traccia. Erano scappati per una via di fuga già studiata in partenza lasciando il “lavoro” a metà e lasciando sul posto gli arnesi del mestiere, una scala e pesanti mazze di ferro prelevati molto probabilmente da un cantiere del posto. I soliti ignoti avevano ben studiato il loro piano: bisognava praticare un grosso foro nella parete, capace di consentire l’accesso al deposito e, se il furto fosse andato a buon fine, avrebbe fruttato un bottino di oltre 1milione di euro in sigarette e valori bollati. I ladri, aiutati probabilmente da un basista del luogo, avevano scelto la parete meno esposta, quella lato-ferrovia, quindi non visibile dalla strada, per praticare il buco che li avrebbe introdotti nel locale che si trova al piano rialzato dello stabile. Ieri mattina i Carabinieri hanno ispezionato i luoghi ed avviato le indagini per cercare di risalire agli autori del tentato furto andato a vuoto.

     Pino La Rocca

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Trebisacce: proseguono i disagi presso l’ambulatorio di Endoscopia

Continuano i disagi e di conseguenza aumentano le proteste da parte degli utenti perché presso l’ambulatorio di Endoscopia attivo presso il CAPT di Trebisacce è rotto da oltre un mese e mezzo il colon-scopio con il quale i medici eseguono gli esami del colon-retto. Le liste di attesa, già di sé lunghe, si dilatano ulteriormente anche perché il CUP continua ad eseguire prenotazioni e la Capo-sala del servizio ogni giorno deve fare una serie di telefonate per disdire gli appuntamenti. Cosa non certo brillante specie se, considerata l’enfasi con cui si incoraggia la prevenzione sanitaria, si tiene conto che si tratta di esami di tipo preventivo, destinati quindi ad intercettare anzitempo una delle patologie neoplastiche più diffuse. L’apparecchiatura, sottoposta a uno stress lavorativo in quanto solo in questi primi 10 mesi dell’anno ha eseguito oltre 800 esami di endoscopia è andato in avaria, sicchè le liste di prenotazione presso il CAPT di Trebisacce, che oltre a Cassano Jonio serve ben 18 comuni dell’Alto Jonio, sono arrivate fino ai mesi di aprile-maggio. Da oltre un mese l’azienda ha ritirato l’endoscopio per sottoporlo a riparazione ma da allora se ne sono perse le tracce. Da parte loro i medici interessati ed in particolare il referente sanitario dottor Vincenzo Adduci, hanno più volte sollecitato l’azienda sanitaria a dare risposte, ma dall’altra parte del telefono si accampano scuse e pretesti e si scarica la responsabilità sulla ditta interessata. Fatto sta il problema permane e le liste di attesa si allungano a dismisura.

     Pino La Rocca

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Trebisacce: stato di agitazione tra i lavoratori impegnati nei lavori di pulizia degli ospedali

Mentre dalla Regione sono arrivate finalmente buone notizie per gli LUS-LPU per i quali è stata disposta la copertura del salario almeno fino a dicembre, continua invece il disagio per i circa 200 LSU dipendenti dalla società “Servizi Integrati Facility” di Bari occupati nella pulizia delle strutture sanitarie di Rossano, Corigliano, Cetraro, Praia a Mare e Trebisacce. Questa volta però le responsabilità dei ritardi, secondo una nota della Filacams-Cgil, non dipenderebbe dalla Regione ma dall’azienda sanitaria che, a partire dal 2010, ritarda sistematicamente l’erogazione dei fondi alla società, la qual cosa secondo la suddetta nota, «comporta alla stessa una grave difficoltà di accesso al credito, che non consente di far fronte al pagamento della mensilità maturata ai propri lavoratori, occupati con contratto part-time, che comunque continuano ad assicurare quotidianamente e con abnegazione i servizi di pulizia, garantendo l’igiene e la salubrità degli stessi ambienti. Detti lavoratori – si legge nella nota - sono costretti a vivere con salari esigui, proporzionati agli orari di lavoro contrattualmente previsti, che non sono, già di per sè, sufficienti a soddisfare le esigenze minime familiari… La scrivente OO.SS., - conclude la nota del segretario comprensoriale Vincenzo Laurito - è costretta purtroppo a denunciare, con rinnovata forza, l’incredibile situazione che per responsabilità degli uffici competenti vivono ogni mese questi lavoratori, ormai stanchi e amareggiati per tanta indifferenza e annuncia l’inizio dello stato di agitazione, sollecitando altresì, le SS.LL. ad impegnarsi fattivamente per la risoluzione dell’annoso problema, avvertendo che, in mancanza, saremo costretti ad intraprendere le iniziative di lotta più opportune».

Pino La Rocca

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