Alto Jonio: dopo il ciclone Nettuno si fa la conta dei danni

Il ciclone Nettuno ha finalmente abbandonato l’Alto Jonio e tutti tirano un sospiro di sollievo perché, tutto sommato, non ha mietuto vittime come è avvenuto in Sardegna. Ma il territorio, già di per sé fragile e fortemente esposto al rischio idro-geologico, ne esce martoriato e con le ossa rotte, non solo sulla terra ferma dove la pioggia ha imperversato facendo straripare in più punti i torrenti, quanto sulle coste, dove la furia del mare, in preda a un vento di scirocco di forza inaudita, ha sconvolto e devastato tutto il litorale dei paesi marini e provocato danni incalcolabili alle strutture pubbliche ed agli impianti turistici. Sulla terraferma i danni sono sempre gli stessi: a Villapiana si sono registrati allagamenti nelle solite zone a rischio, è stata danneggiata tutta la viabilità sotto-ferrovia, ma sono state soprattutto le fiumare: il Satanasso a Villapiana, il Saraceno a Trebisacce, lo Straface ad Amendolara ed il Ferro a Roseto che, avendo rotto gli argini in più punti, hanno destato non poca paura. Ora però, grazie anche alla solerzia dei sindaci, tutto sembra essere sotto controllo cosicchè ieri mattina, tornata la quiete dopo la tempesta, è iniziata la triste conta dei danni, ma ci vorranno giornate intere per monitorare e quantificare i guasti che lo tsunami Nettuno ha inferto al territorio, soprattutto dei comuni costieri. Il Lungomare di Trebisacce, per esempio, messo letteralmente a soqquadro dalle onde che hanno spianato la spiaggia arrivando a lambire le case, è stato ricoperto di oltre mezzo metro di pietre e sabbia diventando praticamente tutt’uno con la spiaggia, con le barche che non erano state messe al sicuro che sono volate via come fuscelli e scaraventate contro le abitazioni. Per non parlare dei danni provocati all’ultimo tratto di Lungomare dove la furia del mare ha portato via la parte residua della strada, l’illuminazione pubblica, i marciapiedi, i muri di recinzione e buona parte degli impianti sportivi del parco-giochi. Un disastro purtroppo annunciato, perché sono anni che il mare imperversa a proprio piacimento senza che venga presa alcuna contromisura. Anche a Roseto e Montegiordano, nonostante le ingenti opere di difesa dall’erosione costiera, il litorale ha subito danni incalcolabili. Da qui gli accorati appelli dei sindaci a non essere lasciati soli: dal sindaco di Trebisacce che ha continuato a tenere informata la popolazione sull’allerta-meteo e coordinato per la prima volta l’unità di crisi istituita ad hoc, il quale, dopo aver ringraziato tutti per la collaborazione ha comunicato di aver invitato a Trebisacce il Sottosegretario alla Protezione Civile Giovanni Dima, con il quale è stato in stretto contatto. Un accorato appello è stato lanciato anche dal sindaco di Amendolara Ciminelli il quale ha riferito di ingenti danni: «Dallo straripamento del torrente Straface a quello del fiume Ferro. Danneggiate le pompe di sollevamento del depuratore, parzialmente crollate le mura di cinta dell’antico Castello Federiciano. Nonostante i momenti di paura e allarme, - ha scritto Ciminelli - la situazione è stata tuttavia tenuta sotto controllo dall’organizzazione comunale, evitando così il peggio. Si attende, adesso, una valutazione dei danni per chiedere l'intervento della Regione e della Provincia».
     Pino La Rocca

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Nettuno, Rossano limita i disagi, danni solo in agricoltura

Ottima la macchina preventiva
 Ciclone Nettuno, il complesso urbano cittadino ha retto ottimamente agli straordinari eventi atmosferici che hanno colpito l’intera Calabria e in particolare la costa ionica negli ultimi giorni. L’intensa opera di prevenzione avviata nei mesi scorsi e l’efficienza della macchina operativa comunale e della Protezione civile hanno evitato i numerosi disagi che, purtroppo, si sono verificati in altre aree della regione. Certo, rimangono gli ingenti danni subiti dall’intero comparto agricolo e zootecnico, a causa delle piogge e per le quali l’Amministrazione comunale ha già chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Nel frattempo, nel solco di una costante e necessaria attività precauzionale, il Sindaco ANTONIOTTI ha emesso un’ordinanza per la manutenzione di tutti i fossi di scolo presenti sul territorio comunale.

Abbiamo lavorato bene ed in modo sinergico – dichiara il Primo Cittadino – per affrontare e superare nel migliore dei modi questa lunga allerta meteo che ha visto impegnati, su più fronti, amministratori, dirigenti, polizia municipale, operai della manutenzione e imprese private, per limitare disagi alla popolazione. Grazie a Dio, ci siamo riusciti! A parte qualche caso isolato, subito attenzionato, il complesso urbano, dallo Scalo al Centro storico passando per le contrade, ha retto in modo eccellente. La decisione di chiudere le scuole cittadine, lo scorso lunedì, è stata adottata in quanto avevamo necessità di effettuare dei sopralluoghi in tutte le strutture per sincerarci che non avessero subito danni. Una volta avute rassicurazioni da parte dei tecnici sulla buona resa degli stabili ho provveduto alla riapertura degli istituti. L’intero sistema artificiale di inalveazione delle acque piovane, ampliato negli anni passati con i lavori di canalizzazione a Tornice e Sant’Angelo, ha retto bene. Qualche problema – aggiunge ANTONIOTTI - si è verificato, come prevedibile, nelle zone marine e nelle aree agricole, dove si sono registrati degli allegamenti, dovuti perlopiù ad una pessima manutenzione dei fossi di scolo che insistono nelle aree private. Nelle ore dell’emergenza abbiamo provveduto ad aprire le foci a mare di tutti i rivi naturali. Ma così come emerso durante l’ultimo “flash flood” di sabato 14 novembre scorso, abbiamo registrato che molti di essi, soprattutto nei tratti ricadenti in terreni agricoli, sono stati soffocati, non permettendo il naturale deflusso delle acque e causando, quindi, gli allagamenti dei terreni. Una pessima pratica che, purtroppo, si è alimentata negli anni e alla quale abbiamo posto freno. Stamani (MERCOLEDÌ 4 DICEMBRE) – annuncia il Sindaco ANTONIOTTI – ho provveduto ad emettere apposita ordinanza, contingibile e urgente, che impone a tutti i proprietari di terreni, fruitori dei fossi di scolo, di provvedere, nell’arco dei prossimi trenta giorni, alla loro manutenzione garantendo il loro stato originale. Allo stesso tempo ho chiesto agli uffici di avviare, con il supporto di un’equipe di specialisti, una mappatura di tutti i canali.

L’ordinanza sindacale (allegato testo integrale) impone, tra l’altro, ai conduttori dei fossi di eseguire, a proprie spese, la pulizia e la manutenzione delle rive al bordo delle pareti dei canali nonché il loro ripristino in caso di eliminazione e/o deviazione. Ancora, di asportare il materiale fangoso o putrescibile e quanto altro disturbi lo scolo delle acque e possa dar luogo a ristagni e fatti putrefattivi; oltre che a spurgare i fossi di scolo tra le private proprietà, rendendoli di idonea capacità, in modo da lasciare scorrere liberamente le acque sia sorgive che piovane. Si avverte che coloro i quali non ottemperino alla presente ordinanza saranno assoggettati alle sanzioni penali e amministrative. Nel caso di inadempienza sarà disposta l’esecuzione d’ufficio dei lavori ritenuti necessari per la pubblica incolumità, con spese a carico dei proprietari inadempienti. - (Fonte: MONTESANTO SAS – Comunicazione & Lobbying).

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Maltempo, danni ingenti a Mandatoriccio

Il sindaco Donnici: istituire al più presto un tavolo di concertazione.
Danni ingenti nel territorio di Mandatoriccio a causa della violenta ondata di maltempo che sta imperversando in particolare sullo Jonio cosentino. La situazione è costantemente monitorata dagli uffici municipali e dai volontari della protezione civile comunale, ma è necessario istituire al più presto un tavolo con le competenti autorità provinciali e regionali al fine di pianificare gli interventi e dichiarare lo stato di calamità naturale. È quanto chiede il sindaco di Mandatoriccio, avv. Angelo Donnici, alla luce dei forti disagi registratisi sul territorio comunale in seguito al violento nubifragio di questi giorni. "Già due anni fa - afferma il primo cittadino - in occasione della abbondante nevicata che aveva provocato frane e smottamenti, interessando varie zone di Mandatoriccio tra le quali il cimitero, l'allora Prefetto di Cosenza mi aveva promesso un tavolo di concertazione che ancora sto aspettando. Ritengo oggi più che mai necessario pianificare attentamente gli interventi per evitare che ci si trovi sempre a dover fronteggiare l'emergenza". Nella giornata di ieri si sono verificati smottamenti sia nelle località marine sia nel centro storico, dove molte abitazioni sono state allagate. Le scuole cittadine sono rimaste chiuse fino a oggi (martedì 3 dicembre) e in contrada Marotta, inoltre, proprio a causa delle copiose precipitazioni piovose, è saltata una condotta per la raccolta delle acque bianche, provocando una voragine di circa 15 metri. In attesa di poter completare gli interventi, la zona è stata interamente transennata, mentre con i mezzi comunali e della protezione civile di Mandatoriccio si è già intervenuti in varie zone. "Il mio ringraziamento - prosegue il sindaco Donnici che, insieme all'assessore Filippo Mazza, sta monitorando in prima persona la situazione e coordinando gli interventi - va ai volontari del soccorso e della protezione civile di Mandatoriccio che in queste ore si stanno prodigando per far fronte all'emergenza". Dato che si è ancora agli inizi di una stagione invernale che si preannuncia particolarmente rigida, è tuttavia necessario pianificare le azioni da mettere in atto, al fine di prevenire ulteriori e maggiori danni. Da qui l'appello del sindaco Angelo Donnici: "Considerata anche la cronica mancanza di interventi finanziari e di mezzi di supporto, sollecito tutti gli organi competenti, in primis la protezione civile regionale, a convocare un tavolo, unitamente alla Prefettura di Cosenza nonché alle autorità provinciali e regionali, per sentire i sindaci e fare il punto della situazione. Bisogna far sentire forte il grido dei territori calabresi, messi in ginocchio dalle avversità meteorologiche che ormai da una settimana stanno imperversando soprattutto sullo Jonio, e dichiarare lo stato di calamità naturale. Così come avvenuto per altre zone della Nazione, anche la Calabria deve far sentire la propria voce. Questa eccezionale ondata di maltempo - conclude il primo cittadino di Mandatoriccio - non si può più gestire in via ordinaria".

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Cassano: danneggiata l'auto del Consigliere comunale La Regina

La solidarietà del Sindaco al Consigliere Regina per il vile atto vandalico subito.
«Ho appreso, con vivo dispiacere, la notizia che la scorsa notte ignoti, con oggetto appuntito, hanno danneggiato la carrozzeria dell’auto di proprietà del Consigliere Comunale Francesco La Regina, posteggiata nei  pressi della sua abitazione. Il gesto compiuto è meschino, poiché colpisce una persona seria, equilibrata ed onesta, che oltre al danno economico dovrà fare i conti con la preoccupazione che simili ed inaspettati episodi inevitabilmente comportano; un Consigliere Comunale sempre ligio al dovere, pronto a farsi interprete dei bisogni e delle aspettative della nostra Comunità ed a dare un suo fattivo contributo,  rapportandosi soprattutto alle problematiche del quartiere di Sibari.
Esprimo al Consigliere La Regina la piena e sincera solidarietà, anche a nome dell’Amministrazione Comunale che ho l’onore di presiedere, auspicando l’impegno delle Forze dell’Ordine, a cui va tutto il nostro sostegno, per individuare gli autori del gesto. 
L’atto vandalico subìto dal Consigliere  La Regina, che non è certamente il primo che si registra nella nostra città, esposta alla piaga della micro e macro criminalità, induce a non abbassare la guardia, a stare vigili e ad attuare misure di prevenzione e di contrasto, sempre in sinergia con le Forze preposte alla tutela e alla salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica..
Da parte nostra rinnoviamo l’impegno ad operare all’insegna della trasparenza, della legalità e dell’intransigenza dinanzi ad azioni ed atteggiamenti che esulano dal rispetto delle leggi, creando un solco profondo tra il Municipio e gli ambienti malavitosi.
Questo perché la Comunità di Cassano, nel momento in cui si sta sforzando gradatamente di rivalutare la propria immagine e di proiettarsi verso un futuro di crescita e sviluppo, ha più che mai bisogno di sicurezza e pace sociale per riconquistare fiducia ed affrontare le nuove sfide. »  
Cassano All’Ionio, 03 dicembre 2013
IL SINDACO
(Giovanni Papasso)

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Guardia di Finanza: soccorsi due pescatori travolti dalla corrente alla foce del fiume Crati , uno dei due e’ decedut

Nel primo pomeriggio di oggi, una motovedetta della Guardia di Finanza di Corigliano Calabro, già in navigazione per servizi d’istituto, su segnalazione della Capitaneria di Porto di Corigliano ed in cooperazione con un’unità della stessa Guardia Costiera, ha soccorso due pescatori caduti in acqua alla foce del fiume Crati, a nord di Corigliano. Uno dei due, un trentenne, purtroppo è deceduto mentre l’altro, un cinquantatreenne, è fuori pericolo ed attualmente ricoverato presso l’ospedale di Rossano.
I due stavano pescando lungo il greto del fiume quando sono stati travolti dalla corrente e dalla forte risacca del mare, a causa del maltempo e delle forti piogge che hanno interessato la zona.
I mezzi intervenuti si sono portati in una zona di basso fondale, alla foce del fiume Crati, dove sono presenti forti correnti che trasportano detriti e materiali di ogni genere, provenienti dall’interno del fiume.
Un militare delle Fiamme Gialle si è tuffato in acqua per agevolare il recupero dei malcapitati, uno dei quali era già in stato d’incoscienza.
Giunti in breve tempo nel porto di Corigliano i medici del 118 hanno constatato il decesso del trentenne.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari sta coordinando le attività di polizia conseguenti.

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