Uccisione di Padre Lazzaro, il cordoglio del Movimento 5 Stelle Cassano Ionio Sibaritide

Il Movimento 5 Stelle di Cassano all’Ionio esprime amarezza e sgomento per la grande perdita che questa mattina ha colpito  la città di Cassano all’Ionio, che si risveglia ancora una volta in una triste giornata di sole segnata dal sangue. La notizia dell’uccisione di Padre Lazzaro Longobardi lascia un grande sconforto nella città che segnata dal dolore per questa tragica vicenda, resta nel buio rammarico di un’altra perdita. Un sacerdote esemplare, impegnato senza tregua nel sociale, aveva sempre un sorriso pronto ad accompagnare ogni gesto d’amore verso chiunque lo incontrasse sul proprio cammino. Un lungo cammino di fede e di sostegno per la nostra comunità che oggi viene segnata dal sangue nei pressi della chiesa di San Giuseppe a Sibari, dove quello che resta è la triste immagine di un corpo senza vita. Quasi increduli che possa trattarsi proprio di Padre Lazzaro, un uomo pieno di vita, che combatteva con tutte le proprie forze per il rispetto della dignità umana offrendo ogni tipo di sostegno. Una vita spesa  per Dio quella di Padre Lazzaro, dunque per il prossimo, per ognuno di noi. Cassano continua a fare i conti con la criminalità, questa volta è toccato ad un sacerdote autentico, un prete che offriva costantemente il proprio aiuto, un uomo che faceva dono di se stesso agli altri, un angelo che potrà solo guardarci dall’alto ormai, ma di cui noi del cassanese, avevamo bisogno di avere al nostro fianco. Non possiamo rimanere indifferenti a questi episodi, Cassano non può continuare ad essere segnata dal dolore, eppure certi episodi si ripetono in un rituale di violenze inaccettabili.

Anna Maria Tarantino
(portavoce M5S Cassano Ionio Sibaridide)

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Alessandria del Carretto: un giovane di 27 anni muore in un incidente

Tre giovani di Alessandria finiscono in un burrone con una Panda 4x 4: uno dei tre è morto dopo l’incidente mentre gli altri due sono finiti all’ospedale di Rossano con ferite e abrasioni superficiali per cui pare non siano in pericolo di vita. Il giovane deceduto è Marco Arvia, 27 anni, di professione Veterinario, gli altri due giovani che erano in sua compagnia sono G. B., 22 anni, che era alla guida del fuoristrada e G.B., 14 anni, che gli sedeva accanto, mentre il giovane Veterinario era seduto sul sedile posteriore. L’incidente, secondo notizie non ancora confermate, si sarebbe verificato introno alle 2.00 e quindi nel cuore della notte tra sabato e domenica e ad alta quota, precisamente in località Fossa Lupara alle pendici del monte Sparviero in agro di Alessandria del Carretto, quindi a oltre 1.000 metri di altitudine, sulla strada cosiddetta Pedemontana che, superata la zona del lago Forano, collega Alessandria del Carretto con Plataci. Secondo indiscrezioni raccolte in paese i giovani, dopo aver trascorso la serata con gli amici presso l’Ostello della Gioventù, si sarebbero avventurati con l’auto sulla strada alquanto impervia che passa alle falde dello Sparviere per andare, pare, a vedere la neve che a quell’ora cadeva copiosa, senza però essere e conoscenza che quella strada nella suddetta località era interrotta a causa di una delle tante frane causate dal maltempo dei giorni scorsi. Trovatisi all’improvviso con la carreggiata ostruita, i giovani hanno interrotto il viaggio e cercato di fare inversione di marcia su quello che rimane della carreggiata. Un’inversione non certo agevole, sia per l’oscurità che per l’angustia della carreggiata. Fatto sta che il conducente dell’auto, anche a causa dell’oscurità della notte, ha perduto il controllo del mezzo che è precipitato in un profondo burrone con un volo di oltre 100 metri, impattando violentemente e arrestando la sua corsa contro un grosso albero. Un urto violento contro un ostacolo fisso che deve essere stato fatale per il povero Marco Arvia che sedeva sul sedile posteriore dell’auto. Lo stesso conducente dell’auto, uscito non senza difficoltà dal mezzo, avrebbe attivato subito i soccorsi mentre il giovane Marco Arvia sarebbe rimasto incastrato tra le lamiere della Panda da cui sarebbe stato estratto dai Vigili del Fuoco solo dopo alcune ore a causa del ritardo con cui sarebbero arrivati i soccorsi, ma anche per le difficoltà oggettive ad operare in una zona difficile da raggiungere e peraltro poco praticabile perché molto scoscesa. Intorno alla presunta lentezza dei soccorsi, sono comunque in corso indagini da parte delle Forze dell’Ordine che naturalmente mantengono il più stretto riserbo. Pare comunque che il corpo esamine del povero Marco Arvia sia stato estratto dall’auto e recuperato dal fondo del burrone solo alle prime luci dell’alba e trasferito presso l’ex ospedale di Trebisacce dove rimane tuttora sotto sequestro cautelare a disposizione dell’autorità giudiziaria, che deciderà a breve se disporre o meno l’esame autoptico.
    Pino La Rocca

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Prete ucciso a Cassano

Un sacerdote, Lazzaro Longobardi ,di 69 anni, è stato ucciso a Cassano, nel cortile della Chiesa di San Giuseppe, nella frazione Sibari,con un colpo di spranga alla testa.

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Alessandria del Carretto: dopo 26 giorni riaperta la SP 153

Finalmente, dopo ben 26 giorni di isolamento del paese, è stata riaperta, seppure attraverso un by-pass provvisorio, la Strada Provinciale 153 che collega il paese ad Albidona ed alla S.S. 106 e che era stata interrotta, in località Mongiarra,  da un massiccio smottamento che aveva fatto scivolare a valle la carreggiata per oltre 50 metri. E’ finito così il lungo calvario a cui sono stati costretti gli abitanti di Alessandria che, per superare l’interruzione e recarsi al lavoro o a scuola, hanno dovuto sobbarcarsi ad un lungo tragitto alternativo attraversando la Foresta di Castroregio per rimettersi sulla stessa Provinciale nei pressi di Albidona. Le piogge torrenziali cadute per diversi giorni tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio avevano infatti messo a dura prova la resistenza di una strada perennemente precaria che, realizzata nel 1959 dall’impresa di Michele Adduci di Trebisacce, questa volta ha ceduto nelle sue fondamenta sia in località Piano Senise che, in forma più grave, in località Mongiarra. C’è voluto un ingente impiego di uomini e mezzi da parte della Provincia che, per realizzare il percorso alternativo aperto ieri al traffico, hanno dovuto tranciare il versante di una collina che sorge a monte della frana. L’ennesima calamità naturale di cui, specie d’inverno, è vittima il centro montano più alto del Parco Nazionale del Pollino, ha fatto nascere una serie di manifestazioni di protesta, tra cui la “Marcia sul marcio…seguendo la rotta via” organizzata dai giovani di “Radicazioni” alla quale ha preso parte tantissima gente tra cui gli stessi sindaci e gli amministratori di Alessandria e Albidona che, insieme alla petizione popolare indirizzata a S.E. il Prefetto ed alla Provincia, hanno posto all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni il grave disagio subito dagli abitanti del “Paese dei…Dimenticati”. Finalmente il collegamento è stato ripristinato ma si tratta di un rimedio provvisorio: per risolvere il problema alla radice è necessario spostare il tracciato più a monte perché quel tratto di strada è tuttora interessato ad uno smottamento franoso inarrestabile.

     Pino La Rocca

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Cerchiara: attaccato da un cinghiale finisce in ospedale

Attaccato da un cinghiale inferocito mentre cerca di difendere un amico: finisce in ospedale dove gli vengono praticati ben 50 punti di sutura ad una gamba. Il brutto episodio è capitato a Gianpiero Palazzo, 19 anni, di Cerchiara di Calabria, che si era recato per raccogliere asparagi in un terreno del comune di Civita insieme al suo amico di nome Natalino che era stato attaccato all’improvviso da un enorme ungulato uscito dalla boscaglia. Il povero Gianpiero, dopo aver subito l’aggressione e i morsi del cinghiale inferocito e probabilmente famelico è finito all’ospedale di Castrovillari dove è tuttora ricoverato nel reparto di Ortopedia. Per portagli la solidarietà dell’Ente Parco del Pollino si è recato a fargli visita il presidente Mimmo Pappaterra accompagnato dall’ispettore Farina del Corpo Forestale dello Stato e da due agenti. Le sue condizioni di salute, dopo i ben 50 punti di sutura alla gamba addentata dal cinghiale, sono buone ma il giovane rimane sotto osservazione. Il suo amico Natalino, a poca distanza da lui, era stato aggredito all’improvviso da un cinghiale maschio di oltre 100 kg. Lui, vedendo l’amico in pericolo e in preda all’animale selvatico inferocito, è intervenuto rimediando il morso alla gamba ma riuscendo anche a colpire l’ungulato e a farlo allontanare. Si ripropone insomma in modo sempre più preoccupante il problema della crescita smisurata dei cinghiali che il più delle volte escono dai loro territori in cerca di cibo devastando orti, vigne e colture arboree e talvolta, come in questo caso, attaccando perfino le persone.
    Pino La Rocca

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