Autodemolizione senza autorizzazioni, sequestro a Trebisacce

A seguito di alcuni controlli nell’ambito del piano d’azione nazionale e transazionale denominato “Focus Ndrangheta” che  vede impegnato anche il Corpo Forestale dello Stato è stata posta sotto sequestro nel comune di Trebisacce (cs) una superficie di 1300 metri quadri nella quale sono stati rinvenuti veicoli fuori uso e diverso materiale ferroso depositato senza le autorizzazioni previste. Il sequestro è avvenuto a seguito di un controllo effettuato ad un autodemolitore, risultato autorizzato, il quale usava  quale deposito per la propria attività, un terreno posto di fronte la stessa oggetto di una ispezione del Corpo Forestale. Dal controllo effettuato dal personale dei Comandi Stazione di Trebisacce e Corigliano è emerso che su questo terreno situato in prossimità della linea ferroviaria era presente un deposito di veicoli fuori uso senza targa e non ancora smontati, nonché diversi pezzi provenienti da altri autoveicoli. Tale area era priva di pavimentazione ed impermeabilizzazione e quanto altro previsto dalla normativa in merito. Sull’area vi è un capannone con struttura in ferro all’interno del quale sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di parti usate di autoveicoli. Tale attività di gestione rifiuti è risultata condotta in assenza delle necessarie autorizzazioni previste dalla normativa. Inoltre il terreno oggetto dell’attività è risultato essere sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale in quanto dichiarato “di notevole interesse pubblico” con  D.M. per i Beni Culturali e Ambientali. Pertanto si è proceduto al sequestro dell’area oggetto della gestione dei rifiuti e al deferimento del proprietario dell’autodemolizione per attività di gestione di rifiuti non autorizzata, per la realizzazione di opere e per l’attività di gestione di rifiuti  in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e per l’esecuzione di lavori edilizi di allestimento dell’attività.

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Corigliano | Muore avvelenato dopo un pranzo a base di funghi

Tragedia nella famiglia del noto imprenditore Franco Falco: il figlio Dino non ce l’ha fatta mentre altri tre componenti sono intossicati e ricoverati
S’è trasformato in una tragedia il tranquillo pranzo d’una famiglia di Corigliano Calabro, nel cosentino.
Quattro persone – padre, madre, figlio, e la collaboratrice domestica di nazionalità rumena – sono rimaste intossicate a seguito d’un pranzo durante il quale avevano mangiato una pietanza a base di funghi - alcuni dei quali velenosissimi - che erano stati raccolti da alcuni di loro.
Uno di loro, purtroppo, è morto poco fa: si tratta di Dino Falco, 43 anni, noto in città perché titolare d’una rivendita di pneumatici in contrada San Nico.
La collaboratrice domestica rumena, una ragazza di 23 anni, lotta invece tra la vita e la morte a causa della pesante intossicazione dovuta all’ingestione dei funghi velenosi scambiati per dei comuni prataioli.
Avvertendo forti malori, l’intera famiglia dell’imprenditore 66enne Franco Falco – originario del vicino centro di San Demetrio Corone ma da anni stabilitosi a Corigliano Calabro dov’è al pari del figlio molto noto poiché titolare della frequentatissima pista per go-kart “Il nido del Falco” - sospettando d’essersi avvelenata coi funghi era giunta presso il Pronto soccorso del locale ospedale “Guido Compagna” al fine di farsi visitare dai medici di turno a causa di lancinanti dolori addominali, vomito ed un senso di malessere diffuso che l’aveva avvolta appena dopo avere consumato il pasto.
I sanitari del Pronto soccorso si sono immediatamente accorti che la sintomatologia presentata dai cinque era riconducibile proprio all’intossicazione velenosa da funghi già in atto.
Espletati con urgenza gl’immediati esami clinici del caso, per due di loro (il padre e la madre di Dino Falco), in riscontrate condizioni non particolarmente gravi, è stato disposto il ricovero presso la stessa struttura ospedaliera coriglianese.
Mentre per Dino e la collaboratrice domestica rumena s’è reso necessario l’intervento dell’eliambulanza per il loro immediato trasporto in Sicilia, presso il centro antiveleni dell’ospedale “Buccheri-La Ferla-Fatebenefratelli” di Palermo.
Già, perché le loro condizioni erano piuttosto gravi, gravissime quelle di Dino col veleno ormai in circolo in tutto il corpo ed il fegato irreparabilmente compromesso.
La ragazza rumena è in condizioni gravi e stazionarie, mentre per gli altri due familiari ricoverati a Corigliano resta il codice rosso ma la situazione a parere dei medici che li hanno in cura non sarebbe disperata.
Quando si va in cerca di funghi non essendo esperti la figura istituzionale cui bisognerebbe affidarsi prima di consumarli è il micologo, che presta servizio presso gl’ispettorati micologici delle aziende sanitarie locali ed è preposto al riconoscimento delle specie al fine di stabilirne la loro commestibilità.
Il riconoscimento d’un fungo richiede infatti conoscenze botaniche che solo un micologo possiede e i raccoglitori possono sottoporgli a visita preventiva gratuita i loro funghi anziché avventurarsi in un incauto consumo.
Al termine della visita il micologo rilascia infatti un certificato ufficiale ove sono indicati i nomi scientifici delle specie identificate, se ne attesta la loro commestibilità e si forniscono le corrette indicazioni per il consumo.

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Cariati: sorpreso a rubare un ciclomotore Vespa, arrestato

Stamani, 19 ottobre 2014, a Cariati in via Carlo Alberto Dalla Chiesa i carabinieri della locale Stazione, nel corso di un servizio perlustrativo, venivano allertati dalla locale centrale operativa e intervenendo immediatamente,  arrestavano per furto aggravato S. A. G., 48enne cariatese celibe, operatore ecologico, con precedenti di polizia per reati contro la persona, contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti, il quale dopo essersi introdotto all’interno di un abitazione, veniva sorpreso mentre stava asportando un ciclomotore Piaggio Vespa e cercava di caricarlo sul proprio mezzo. La refurtiva veniva riconsegnata ai proprietari, mentre l’arrestato veniva associato presso la Casa Circondariale di Castrovillari, su disposizione del Pm di turno della Procura di Castrovillari, dott. Santosuosso.

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Corigliano | Al “Guido Compagna” tre neonati morti in soli cinque giorni

Da alcuni mesi è l’unico “punto nascita” del comprensorio della Sibaritide coi suoi 200mila abitanti
Morire proprio mentre ci si sta affacciando alla vita. Accade, purtroppo. E’ accaduto tante volte ed ogni volta lascia un’indelebile drammatico segno per le madri e i padri di chi non è mai venuto al mondo oppure ha vissuto soltanto pochi aliti di vita. Drammatica casualità oppure altro – troppo presto per dirlo – a Corigliano Calabro, nel cosentino, è accaduto per ben tre volte in soli cinque giorni.
Già. Tra domenica e giovedì scorsi presso la divisione d’Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero “Guido Compagna” – unico punto nascita nel vasto comprensorio della Sibaritide – sono morti tre neonati.
Uno era figlio d’una coppia residente nel vicino centro di Mirto-Crosia, l’altro d’una coppia di nazionalità marocchina da anni stabilitasi nella popolosa frazione marina di Schiavonea proprio a Corigliano Calabro, l’altro ancora d’una coppia che vive nel confinante comune di Rossano.
Nella giornata di domenica scorsa sarebbero accaduti i primi due casi mentre il terzo s’è verificato giovedì scorso.
Sui tre casi di morte alla nascita le bocche nel reparto ospedaliero diretto dal dottor Giuseppe Pranteda sono cucitissime e le notizie che sono filtrate sono perciò frammentarie.
Il figlio della coppia di Mirto-Crosia sarebbe venuto alla luce a seguito d’un parto cesareo non programmato, poiché, scaduto da alcuni giorni il termine di gravidanza, la donna non avrebbe avvertito alcun sintomo pre-parto.
Purtuttavia, appena nato e constatate le sue precarie condizioni di salute, i medici avrebbero immediatamente deciso per il trasferimento della creatura in eliambulanza presso la divisione di neonatologia dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Un volo che non ha portato molto lontano il neonato, il cui corpicino senza vita è ora custodito presso l’obitorio dell’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano.
Il figlio della coppia marocchina invece è morto nel grembo materno prima di venire alla luce per un improvviso e fatale distacco della placenta proprio durante la fase del parto. Nella stessa drammatica giornata di domenica.
Ad allungare la dolorosa lista il terzo caso, accaduto giovedì scorso.
Pure la coppia di Rossano ha perso il suo bimbo proprio durante il parto, effettuato con taglio cesareo.
Una triplice singolare fatalità? Non può escludersi. Come non possono escludersi eventuali errori da parte dei medici.
Non s’hanno notizie circa la formalizzazione d’esposti di denuncia o querele da parte degli sventurati genitori.
Da alcuni mesi il grande afflusso d’utenza su un unico punto nascita per il comprensorio della Sibaritide - coi suoi 200mila abitanti - richiederebbe l’adeguamento della divisione d’Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale “Guido Compagna” di Corigliano Calabro alle mutate esigenze.
Qui infatti succede che gli operatori si trovano quotidianamente a dover fronteggiare richieste raddoppiate con posti letto addirittura dimezzati e con un numero di unità lavorative inadeguate, soprattutto personale infermieristico difficile da spostare da un ospedale ad un altro…

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Cassano: possibili raggiri ai cittadini

Chiamate anonime a nome del Comune di Cassano allo Ionio proponenti contratti super scontati  di fornitura di gas e luce. Occhio alle truffe.
Da qualche giorno numerose chiamate anonime sono state registrate tra i cittadini di Cassano allo Ionio da parte di signorine, non meglio identificate, appartenenti ad aziende di cui non se ne poteva portar a conoscenza neppure  il nome, poiché le simpaticissime centraliniste avevano ricevuto ordini ben precisi: mai dire il nome né l’ubicazione nella quale e per la quale lavoravano. Insomma un’azienda fantasma per nome e per presenza territoriale.
Le signorine al telefono si spacciano per impiegate dell’ufficio riscossione crediti, dell’Ente comunale  e affermano che l’ufficio in questione si trovasse sul territorio cassanese, affermano di parlare a nome del comune di Cassano e offrono contratti vantaggiosi, quasi la metà rispetto a quelli di altri gestori. Come se non bastasse invitano, poi, gli interlocutori a chiedere il risarcimento tramite la loro misteriosa azienda, in quanto affermavano che i diversi utenti avevano avuto  un rincaro sulla bolletta e loro in buona fede tendevano la mano. Invitavano ad accettare  le condizioni da loro imposte tramite telefono, infine insistono  ad autorizzarli per inviare una lettera cosi da stipulare un nuovo contratto con loro . Una truffa ai danni dei cittadini. Il Palazzo comunale smentisce ed invita tutti i cittadini a maggiore cautela, poichè il Comune non ha affidato a nessun ufficio interno ed esterno simili mansioni.
Cassano All’Ionio, lì 18 ottobre 2014
Ufficio stampa del sindaco

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