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Rossano: estorsione lavori 106, per Alfonso Dardano non convalidato il fermo e concessi i domiciliari

Sono comparsi innanzi al Giudice per le Indagini Preliminari Alfonso Dardano, difeso dagli avvocati Francesco Nicoletti e Giuseppe Zumpano, e gli atri due indagati Massimo Esposito e Francesco Antonio De Sanctis. Per tutti e tre gli indagati la Procura della Repubblica aveva richiesto una ordinanza di custodia cautelare in carcere per i gravissimi fatti in contestazione per come riportati nel decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro per il reato di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, ai danni di un imprenditore siciliano aggiudicatario di un appalto per lavori di ammodernamento della statale 106 bis Ionica.

Determinanti per l'esito delle indagini sono state le rivelazioni dell'imprenditore che ha subito il tentativo di estorsione, che si é rivolto ai carabinieri facendo scattare l'attività investigativa che ha portato all'emissione dei provvedimenti di fermo. Le persone fermate, Massimo Esposito, di 35 anni, Francesco Antonio De Santis, di 44, e Alfonso Dardano, di 45, sono ritenute dall’Accusa contigui al "locale" di 'ndrangheta rossanese. I tre fermati, sempre secondo l'Accusa, hanno avvicinato il responsabile del cantiere aperto dall'imprenditore siciliano a Mirto Crosia (Cosenza) per la realizzazione di due rotatorie e, in più occasioni, dopo aver precisato di "controllare" la zona, lo hanno esortato a "mettersi a posto" pagando la somma di cinquemila euro quale prezzo necessario per "poter stare tranquillo". In caso contrario, avrebbero "bruciato i mezzi con dentro gli operai". Il responsabile dell'impresa ha però denunciato tutto ai carabinieri, che hanno ricostruito i movimenti dei tre responsabili della tentata estorsione, acquisendo chiari elementi di riscontro alla denuncia dell'imprenditore. All’esito dell’interrogatorio il GIP in accoglimento delle richieste avanzate dagli avvocati Francesco Nicoletti e Giuseppe Zumpano non ha convalidato il fermo nei confronti del Dardano Alfonso e gli ha concesso gli arresti domiciliari. Lo stesso GIP ha applicato agli altri due indagati Esposito e De Sanctis la misura della custodia cautelare in carcere ed ha dichiarato la propria incompetenza funzionale con trasmissione degli atti al P.M. per l’inoltro della richiesta di rinnovazione al GIP presso il Tribunale di Catanzaro.

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