Corigliano | Il Pm: «In due provocarono la morte del motociclista»


Chiusa l’inchiesta: per il decesso del 19enne Salvatore Turano sono accusati d’omicidio colposo la 27enne coriglianese Immacolata Esposito e il 51enne di Rossano Sergio Gigliotti

Il sostituto procuratore di Castrovillari, Simona Rizzo, ha dichiarato chiuse le indagini preliminari nei confronti dei due indagati per omicidio colposo in relazione al tragico incidente (foto a destra) nel quale, durante la serata dello scorso 13 maggio a Corigliano Calabro, perse la vita il 19enne del luogo Salvatore Turano (foto a sinistra).

Si tratta di Immacolata Esposito, 27 anni, disoccupata di Corigliano (difesa dall’avvocato Raffaella Accroglianò), e di Sergio Gigliotti, 51 anni, imprenditore di Rossano (difeso dall’avvocato Giovanni Antonio Scatozza).
Il tragico sinistro era avvenuto lungo la bretella stradale che collega la contrada di Villaggio Frassa alla Strada statale 106 jonica. La giovane vittima viaggiava a bordo della sua moto da enduro Yamaha quando impattava violentemente contro l’autovettura Citroen Xsara che aveva invaso la sua corsia, alla cui guida v’era Immacolata Esposito, sbandata oltre il guard-rail e finita nell’uliveto sottostante, ferita e poi ricoverata presso ospedale dell’Annunziata di Cosenza.
E proprio nei drammatici minuti in cui i primissimi automobilisti di passaggio scendevano dalle loro auto per prestare soccorso segnalando l’incidente al 118 ed ai carabinieri, dalla strada sopraggiungeva l’autovettura Lancia Lybra station wagon guidata da Sergio Gigliotti. Che travolgeva il corpo di Turano ancora sull’asfalto e lo trascinava per quarantadue metri per poi passargli sopra con le ruote. Può darsi fosse già morto, può darsi no. Perciò il magistrato contesta ai due automobilisti il concorso nell’omicidio colposo aggravato, anche in considerazione d’una serie di violazioni al codice della strada contestate a seguito dei rilievi del sinistro effettuati da parte dei carabinieri del Nucleo operativo Radiomobile della Compagnia cittadina e delle perizie effettuate da parte dei consulenti tecnici incaricati dallo stesso magistrato titolare del fascicolo d’indagine. I tre mezzi coinvolti nel mortale sinistro sono tuttora sotto sequestro.
L’udienza preliminare che si profila vedrà certamente contrapporsi le perizie d’ufficio in mano all’inquirente della Procura, a quelle in mano ai legali dei due accusati e non solo, perchè ovviamente pure i familiari della vittima hanno nominato un loro legale (sono rappresentati dall’avvocato Santo Servidio).
I due indagati, dal giorno in cui è stato loro notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari vergato dal pubblico ministero Rizzo, hanno a disposizione venti giorni di tempo nei quali hanno la facoltà di produrre e presentare memorie difensive, documentazione relativa ad investigazioni effettuate dai loro difensori chiedere allo stesso pubblico ministero il compimento di atti d’indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni oppure chiedere d’essere sottoposti ad interrogatorio. Trascorso tale termine, il pm richiederà all’Ufficio del giudice per le indagini preliminari la fissazione dell’udienza preliminare nei loro confronti.
 

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