Corigliano | Il porto “al servizio” della ‘ndrangheta?

Cosa lega le attività "imprenditoriali" illecite d’un potentissimo locale di ‘ndrangheta qual è quello di Cutro, in provincia di Crotone, al porto di Corigliano Calabro? Già, perché c’è uno scenario inquietante quanto incomprensibile tra le pieghe della maxi-inchiesta “’Ndrangames” condotta dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Potenza contro le ritenute consorterie criminali dei Grande Aracri, di Cutro appunto, 

e Martorano, del capoluogo lucano, che nei giorni scorsi ha visto l’esecuzione d’una ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti d’una ventina di persone. Sì, perché dalle carte giudiziarie emerge che il presunto superboss di Cutro, Nicolino Grande Aracri, volesse illecitamente infiltrarsi nel grande business dell’energia eolica in Basilicata, passando proprio per la grande infrastruttura portuale di Corigliano Calabro. Dove poteva “contare” su qualcuno. Vediamo. 
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