Danni per il maltempo nell'Alto Jonio

Il maltempo, le piogge insistenti e le mareggiate hanno messo a dura prova la tenuta di un territorio “a pettine” come l’Alto Jonio che risulta essere molto fragile e cagionevole sia nei periodi di siccità che quando piove troppo. I danni più gravi anche questa volta si registrano ad Oriolo che presenta un territorio molto fragile sotto l’aspetto idrogeologico. 

Cosicchè le piogge cadute in modo insistente per oltre 48 ore hanno riaperto ferite non ancora rimarginate tanto che si registrano frane e smottamenti nei punti più critici al punto che gli amministratori hanno dovuto chiudere al traffico molte strade rurali, mentre la frazione di Santa Marina, dove ancora non sono stati completati i lavori di messa in sicurezza della strada franata nel 2015, torna ad essere a rischio isolamento. Per domani l’amministrazione comunale ha disposto la chiusura delle scuole ed ha dovuto allertare il COC (centro operativo comunale) per soccorrere chi è in difficoltà e per mettere in sicurezza le zone a più alto rischio. Negli altri comuni la situazione è meno grave e non si registrano allagamenti anche perché molti dei torrenti sono stati preventivamente bonificati. Non altrettanto per il Torrente Ferro che interessa i territori di Oriolo e Roseto il cui letto risulta zeppo di detriti tanto che la piena tuttora in corsa rischia di spazzare via gli argini e le masserie che si trovano a ridosso del fiume. Di pari passo con le piogge, sulla costa stanno imperversando le mareggiate continuano la loro opera devastatrice del fronte-mare notoriamente soggetto all’erosione costiera. Particolarmente gravi i danni prodotti dallo scirocco a Trebisacce perché qui, a differenza di Roseto, Amendolara e Montegiordano dove il Dipartimento Opere Marittime del Ministero ha investito non poche risorse, i danni di quest’anno si sommano a quelli degli anni precedenti, anche perché finora il Comune, condizionato dai debiti che impediscono l’accesso ai Mutui, finora non ha potuto mettere a frutto finanziamenti per oltre 200mila euro concessi da Provincia e Regione.
Pino La Rocca

 

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