
Nei giorni del 3-4 e 5 luglio la città di Loreto, cuore pulsante della spiritualità mariana e luogo privilegiato di incontro, di fede e di comunione, ha accolto le Corali provenienti da tutta Italia per un appuntamento intitolato “Corali a Loreto 2026” che è andato ben oltre l’aspetto musicale dando vita a un evento nazionale dedicato alla musica sacra e al canto corale.
L’incontro periodico delle Corali rappresenta infatti un’occasione preziosa per condividere un cammino spirituale nel quale il canto diventa strumento di preghiera, di fraternità e di testimonianza. Anche a questo appuntamento, come già avvenuto nei Raduni delle Corali di tutto il mondo svoltisi nel corso degli anni presso il Vaticano a Roma non poteva mancare una rappresentanza del Coro Polifonico “Cuore Immacolato della B.V.M.” di Trebisacce che, guidato dalla Direttrice Loredana Bastanza, ha partecipato e vissuto l’importante momento di incontro e di preghiera celebratosi presso il Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto. Qui, tra le navate del Santuario Mariano, attraverso intensi momenti di canto corale e di animazione liturgica, le voci dei coristi accompagnati dall’Orchestra “Accademia Dorica” si sono unite in un unico grande coro, capace di esprimere la bellezza della fede attraverso la musica sacra. L’iniziativa, promossa dal Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto, è stata organizzata in collaborazione con le Associazioni “Laudate Dominum” di Don Marco Frisina e “ARCOM Cori Marchigiani” dei M° Giovanni Geraci e del M° Suor Cristina Alfano, con la Fondazione “Frammenti di Luce” del M° don Maurizio Lieggi, con il Coro “Santa Casa di Loreto” e con il “Coro Giovanile” delle Marche. E così, nel corso di due concerti-meditazione svoltisi sul Sagrato della Basilica e durante la celebrazione della Santa Messa officiata dall’Arcivescovo di Loreto Mons. Fabio Dal Cin, ogni brano eseguito si è rivelato un’offerta, una lode rivolta a Dio e un invito a tutta l’Assemblea a partecipare con la voce e con il cuore. Del resto è proprio in occasioni come questa che, come ha ricordato l’Arcivescovo Mons. Da Cin, acquista pieno significato la ben nota espressione attribuita a Sant’Agostino: “Chi canta in coro prega due volte”. Più che una semplice frase, secondo quanto ha sottolineato lo stesso Delegato Pontificio del Santuario di Loreto, si tratta infatti di un invito a vivere il canto come espressione dell’amore per Dio e come forma intensa di preghiera che finisce per rinnovare la tradizione dei primi cristiani che, perseguitati dai pagani, si nascondevano nelle catacombe e cantavano in coro riconoscendo nella musica sacra e nel canto corale un linguaggio capace di elevare l’anima, favorire il raccoglimento e rendere più viva la fede attraverso la preghiera comune. Anche l’incontro di Loreto, come del resto i Raduni delle Corali di tutto il mondo che vengono organizzati in Vaticano, non è stato una semplice rassegna di canti liturgici ma un momento di condivisione e di preghiera tra persone accomunate dalla stessa passione e dalla stessa fede che consente a coristi, direttori e orchestrali di condividere esperienze, emozioni e spiritualità, riscoprendo il valore del servizio liturgico e della fraternità.
Pino La Rocca

