
Non solo nella sanità ma anche nella sicurezza esistono cittadini di serie A e di Serie B. E’ successo infatti che, il giorno prima, a causa di un incendio, di probabile matrice dolosa, è stato allertato un enorme dispiegamento di uomini e di mezzi
(Forze dell’Ordine, 2 Canadair, un elicottero, Vigili del Fuoco in forze, squadre AIB di Calabria Verde, Protezione Civile…) mentre il giorno successivo, in una zona attigua a quella del giorno precedente, anch’essa popolata da abitazioni civili e anch’essa zeppa di alberi resinosi, di uliveti e di macchia mediterranea…, i cittadini, in preda al panico perché il fuoco rischiava di entrare nelle case, nonostante le segnalazioni e le richieste di soccorso, hanno dovuto fare da sé e, con il cuore in gola, spingersi oltre le proprie forze per salvare dal fuoco i sacrifici di una vita. All’indomani dei due devastanti incendi che hanno aggredito e devastato la sponda sinistra e quella destra del torrente Pagliaro, il bilancio dei danni si chiude con un ulteriore sfregio alla natura dei luoghi ma anche, purtroppo, con il dubbio atroce della disparità di trattamento perché, come ha scritto il Sindaco della città Franco Mundo coordinando sul posto i pochi soccorsi disponibili e puntando l’indice contro i “soliti bastardi che henna colpito ancora. Eppure, – ha aggiunto il primo cittadino – sebbene segnalato in modo tempestivo, i Vigili del Fuoco sono arrivati due ore. E noi, insieme ai pochi uomini di Calabria Verde e della Protezione Civile, stiamo cercando di fronteggiare il fuoco che avanza e che è arrivato a pochi metri dalle abitazioni, operando a mani nude, utilizzando solo rami di ulivo e l’ausilio dell’unica autobotte presente in zona,”. “Oggi, a partire dalle 13.30, – ha scritto sui Social una ragazza abitante nella zona interessata all’incendio – abbiamo vissuto momenti di autentico panico a causa di un incendio improvviso e violento che ha trasformato la nostra zona in un inferno di fuoco e di fumo, arrivando a ridosso delle nostre case e minacciando i sacrifici di una vita. Ma, – ha aggiunto – nonostante le chiamate immediate e disperate nelle quali segnalavamo che la situazione era già fuori controllo, i Vigili del Fuoco sono arrivati dopo ben due ore. Due ore, – ha scritto ancora la stessa ragazza al termine dello scampato pericolo – trascorse a guardare il fuoco che avanzava, a respirare fumo, con il cuore in gola e con la disperazione di chi si sente completamente abbandonato dalle istituzioni che dovrebbero proteggerci”. Scene, queste, che non dovrebbero mai verificarsi in un Paese civile che dovrebbe garantire protezione, sicurezza e interventi tempestivi. E’ molto probabile che i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Castroviillari fossero, come accade spesso, impegnati altrove a fronteggiare le tante emergenze che si verificano in un territorio vasto e articolato come il Pollino e l’Alto Jonio e si spera che l’imminente apertura di un presidio “permanente” dei VV.F. a Trebisacce possa migliorare la situazione. “Comunque sia, – ha osservato quella stessa ragazza – se oggi non stiamo piangendo una tragedia, lo dobbiamo solo ed esclusivamente alla squadra AIB di Calabria Verde, ai Volontari della Protezione Civile e, in particolare, a noi abitanti della zona che ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lottato insieme, con coraggio e facendo tesoro di quella sinergia fatta di puro coraggio che ha sopperito al totale fallimento della macchina dei soccorsi”.
Pino La Rocca

