
Da mesi, e in realtà da anni, raccogliamo segnalazioni di cittadini che ricevono solleciti, richieste, avvisi e ingiunzioni spesso difficili da comprendere, talvolta duplicati, talvolta riferiti a posizioni già pagate o comunque da verificare meglio prima dell’invio.
Il risultato è sempre lo stesso: il cittadino viene costretto a perdere tempo, cercare ricevute, andare negli uffici, chiedere chiarimenti, dimostrare di essere in regola.
E tutto questo viene fatto passare come normale amministrazione.
Per noi non è normale.
Non è normale che chi ha già pagato debba dimostrarlo di nuovo.
Non è normale che arrivino lettere allo stesso civico o a componenti dello stesso nucleo familiare senza un controllo serio a monte.
Non è normale che il cittadino diventi il front-office degli errori altrui.
Non è normale che la riscossione venga vissuta come un campo minato, invece che come un rapporto chiaro e ordinato tra Comune e contribuente.
Il punto politico è semplice: un Comune serio verifica prima e invia dopo.
Non il contrario.
E invece a Cariati troppo spesso sembra accadere l’opposto: prima partono le lettere, poi si controlla, poi il cittadino deve sistemare, poi si minimizza, poi si racconta che è tutto sotto controllo.
Questa non è efficienza.
È disordine amministrativo scaricato sulla comunità.
Il tema dei tributi non è separato dal tema del bilancio. È il cuore del bilancio. Se la riscossione non funziona, se le banche dati non sono pulite, se gli incassi sono incerti, se le entrate vengono raccontate con troppo ottimismo, alla fine il conto rischia di arrivare sempre agli stessi: famiglie, commercianti, attività economiche e contribuenti corretti.
Lo abbiamo detto più volte: i conti pubblici non sono plastilina.
Non si modellano a seconda della convenienza politica del momento.
Non si allungano, si accorciano, si spostano e si raccontano per salvare la faccia alla maggioranza.
Il disavanzo non è plastilina.
Le entrate non sono plastilina.
I debiti non sono plastilina.
I tributi pagati dai cittadini non sono plastilina.
Sono soldi veri.
Sono sacrifici veri.
Sono pezzi di vita reale.
Per questo troviamo grave che, invece di affrontare il problema alla radice, la maggioranza continui a rifugiarsi nella solita narrazione rassicurante: “va tutto bene”, “stiamo lavorando”, “è tutto sanabile”, “è tutto sotto controllo”.
Ma i cittadini vedono altro.
Vedono cartelle pazze.
Vedono richieste ripetute.
Vedono file, disagi, confusione.
Vedono un Comune che pretende puntualità, ma spesso non garantisce la stessa precisione nei propri atti.
Le Lampare ribadiscono una posizione chiara: non difendiamo chi non paga.
Chi deve pagare, deve pagare.
Ma deve pagare il giusto, sulla base di dati corretti, con atti chiari, verificati e tracciabili.
Allo stesso modo, chi è in regola deve essere rispettato.
Non perseguitato da comunicazioni sbagliate, doppioni, solleciti da chiarire e richieste che costringono i cittadini a difendersi da errori che non dovrebbero nemmeno partire.
Per questo chiediamo:
bonifica seria delle banche dati tributarie;
verifica preventiva dei pagamenti prima dell’invio di solleciti e ingiunzioni;
controllo stringente sull’operato dell’affidataria della riscossione;
canale rapido per annullamenti e rettifiche in autotutela;
report pubblico su incassi, residui, errori, annullamenti e contenziosi;
rispetto per i contribuenti corretti e misure eque per chi è davvero in difficoltà.
La maggioranza può continuare ad autocelebrarsi quanto vuole.
Può raccontare un mondo che non esiste.
Può alzare polvere per nascondere il fallimento amministrativo.
Può addirittura utilizzare il torrione del Comune per festeggiare lo scudetto dell’Inter come se fosse il proprio terrazzo.
Ma sui tributi la realtà entra nelle case dei cittadini.
Arriva nella cassetta della posta.
Arriva con una PEC.
Arriva con una cartella.
Arriva con un sollecito.
E quando arriva, la propaganda finisce.
Gruppo Consiliare LAMPARE – Comune di Cariati

