
È circa la fine di aprile quando un normale cittadino si reca presso il comune di Mandatoriccio per fare la Carta di identità elettronica.
Chiede all’ operatore C.C. che le venga inviata a casa, come previsto da normativa e come viene messo in atto da tutti i comuni italiani nessuno escluso.
Si sente rispondere che questo servizio il comune di mandatoriccio non lo da.
Stessa risposta viene data quando l utente afferma di voler dichiarare la volonta’ alla donazione degli organi.
Chiaramente il dipendente ignora la normativa che riguarda la CIE.
È questo non è un caso isolato.
L utente inoltre richiede la seconda metà del pin di un congiunto e dopo una settimana non aveva ancora avuto email contenente ciò che era stato richiesto, quindi richiama in comune ed un altro dipendente molto più preparato invia la richiesta e dopo un quarto di ora riceve la email con i dati richiesti.
Chiaro che la prima volta la richiesta non era partita e che il dipendente che ha servito la prima volta ha dimostrato una incompetenza non concepibile in un ente.
Grave anche il fatto che non vi sia alcun rispetto della privacy.
Infatti vi era gente che aspettava il proprio turno di fianco all’ utente che veniva servito in quel momento.
Così come grave è il fatto delle barriere architettoniche in un municipio pieno di gradini e con una salita/discesa all’ ingresso impossibile da percorrere per chi ha un handicap che lo costringe su una carrozzina o ad un genitore con un passeggino.
Domenico de Stefano

