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CASSANO, CRONACHE DAL FANGO (E DAI SOCIAL): IL SINDACO-GIORNALISTA E LA POLITICA DEL “POST”

Posted on Aprile 2, 2026Aprile 2, 2026 By EMAIL UTENTE


Dall’inviato speciale dall’alluvione di Sibari a inviato speciale nel Consiglio comunale: il sindaco Iacobini prosegue, con ammirevole coerenza stilistica, la sua carriera nel giornalismo narrativo. Racconta, descrive, aggiorna. Con dovizia di particolari, pathos calibrato e tempismo social impeccabile.

Peccato che, nel frattempo, amministrare resti un genere letterario ancora inesplorato.
Mentre il fango invadeva case, strade e dignità, e mentre dall’altra parte del Crati il sindaco Stasi – con meno storytelling e più atti – provava a trasformare l’emergenza in azione concreta, qui si è scelta la via più contemporanea: affinare l’arte del post commovente. Una produzione quasi industriale: foto studiate, frasi ad effetto, emozioni in formato condivisibile. L’unica cosa rimasta in bozza è stata la delibera.
Così, tra una diretta emotiva e un aggiornamento Facebook, le proposte concrete hanno fatto la fine delle promesse elettorali: evaporate. Non solo respinte, ma neppure considerate degne di discussione. Nemmeno il privilegio di un dibattito. Il Consiglio comunale, più che un luogo di confronto, è sembrato una redazione: si leggono i pezzi, ma non si scrive nulla.
Ed è qui che nasce il paradosso. Mentre i cittadini si rimboccavano le maniche – quelle vere, sporche di fango – qualcuno si rimboccava quelle digitali, pronto per l’ennesimo scatto. Due comunità parallele: una che spalava, l’altra che raccontava chi spalava. Con una differenza sostanziale: la prima cercava aiuto, la seconda cercava like e condivisioni.
Sul fronte delle decisioni, invece, il vuoto. Nemmeno nei momenti più drammatici è stato stanziato un euro. Nemmeno per una scopa, che almeno avrebbe avuto il merito di non essere retorica. Perché amministrare significa scegliere, e scegliere significa assumersi responsabilità: un esercizio meno fotogenico, ma decisamente più utile.
Eppure, le risorse – contrariamente alla narrazione emergenziale – non mancavano. Nello stesso Consiglio comunale si è approvata una variazione urgente al bilancio 2026–2028 per coprire gli arretrati contrattuali del personale (CCNL 2022–2024), attingendo all’avanzo accantonato nel 2024. Altri 266 mila euro sono stati recuperati dall’avanzo di amministrazione 2024. Quelle celebri “ragnatele nelle casse comunali”, evocate con tono drammatico, sembrano più un espediente letterario che una fotografia contabile.
Del resto, i numeri raccontano un’altra storia: 40 milioni di avanzo nel 2024, 12 milioni di cassa, oltre 36 milioni tra fondi e accantonamenti. Un dissesto così florido da sembrare un ossimoro amministrativo. Più che una crisi, una narrazione di crisi.
E allora viene spontaneo chiedersi: davvero era impossibile trovare 100.000 euro per un fondo straordinario destinato a famiglie e imprese? Davvero era impensabile cancellare – non sospendere – i tributi per 6-12 mesi? Non si trattava di alchimia finanziaria, ma di ordinaria amministrazione. Ma mentre scorrevano le storie social, queste proposte finivano direttamente nel dimenticatoio.
Al loro posto, la grande trovata: 25.000 euro alla Caritas e la sospensione dei tributi fino al 30 giugno 2026. La montagna ha partorito il topolino, e neppure troppo robusto. Un’idea che, sulla carta, suona solidale; nella realtà, rischia di trasformarsi in una bomba a orologeria fiscale. Perché sospendere non significa cancellare, ma solo rimandare il conto. E quando arriverà, arriverà tutto insieme. Un po’ come quelle verità che si preferisce non affrontare subito.
Tradotto: famiglie già in difficoltà oggi, domani dovranno affrontare una doppia ondata – quella del fango e quella delle tasse accumulate. Un piccolo capolavoro di politica differita: il disagio oggi, il conto domani.
Nel frattempo, a fare la differenza non è stato il racconto, ma l’azione. Se non fosse intervenuto l’assessore Gallo – meno cronista e più operativo – probabilmente avremmo avuto una documentazione perfetta… di un disastro ancora più grande. L’Onorevole Gallo, tra chiamate tempestive e il coinvolgimento concreto di realtà come Webuild S.p.A., Calabria Verde, Protezione Civile e Vigili del Fuoco e i loro potenti mezzi ha ricordato un principio elementare: le emergenze non si raccontano, si affrontano.
Non sfugge, inoltre, un dettaglio politico tutt’altro che secondario: mentre i consiglieri di minoranza hanno ritenuto doveroso riconoscere e ringraziare pubblicamente il contributo determinante dell’onorevole Gallo, dal sindaco non è arrivato alcun cenno. Una dimenticanza che pesa più di molte parole, e che ciascuno può interpretare senza bisogno di ulteriori spiegazioni.
Poi, certo, arriva anche il momento delle buone notizie. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’adesione alla rottamazione delle entrate locali 2026. Una misura intelligente, va detto: recupero crediti, maggiore liquidità, meno contenziosi. Una di quelle decisioni che dimostrano che, quando si vuole, la politica sa essere anche utile. Non solo narrativa.
La rottamazione, infatti, permette ai Comuni di trasformare crediti fantasma in soldi veri e ai cittadini di respirare un po’, pagando solo il dovuto senza sanzioni e interessi. Una rarità: una misura che funziona sia nei bilanci che nella vita reale. Forse perché, a differenza dei post, produce effetti.
La verità è che questo territorio merita molto di più di una cronaca ben scritta. Merita amministrazione, scelte, coraggio. Merita risorse messe sul tavolo, non parole messe online.
Perché, alla fine, la politica non è un racconto, ma, atti amministrativi conseguenziali.
E tra narrare il fango e rimuoverlo c’è una differenza sostanziale: la seconda non si può fare con una tastiera, ma con decisioni concrete e responsabilità vere.
Politica Corretta

Cassano All’Ionio 02/04/2026

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