
Malore fatale su un campo sportivo: 50enne muore mentre gioca a calcetto con gli amici. Il drammatico episodio si è verificato intorno alle 19.00 della serata di ieri, martedì 3 febbraio, sul campo di calcetto del parco-giochi di Trebisacce,
zona San Martino, dove il giovane Marco Giampietro, 50 anni da compiere il prossimo 23 febbraio, originario di Oriolo ma residente ad Amendolara, era solito ritrovarsi con gli amici per tirare quattro calci ad un pallone. Il giovane, da quanto raccontano gli amici, si è sentito male all’improvviso e si è accasciato per terra sotto gli occhi dei suoi compagni di gioco, ma tutti hanno subito pensato trattarsi di un danno muscolare per cui è stato allertato il 118 la cui Ambulanza, demedicalizzata come accade molto di frequente, è arrivata sul posto in modo silenzioso e a sirene spente. Soccorso e trasportato presso il Pronto Soccorso di Trebisacce in osservanza delle prescrizioni aziendali che prevedono il trasferimento del paziente presso il Pronto Soccorso più vicino che sia presidiato dalla figura del medico, le sue condizioni si sono subito aggravate tanto che, nonostante i soccorsi immediati, non c’è stato nulla da fare e il giovane è deceduto in poco tempo per arresto cardiaco causato, molto probabilmente, da un problema cardiaco. Si tratta, purtroppo, di uno dei ricorrenti episodi di malori improvvisi e problemi cardiaci che possono colpire anche i giovani che apparentemente sono in buona salute per cui, prima di praticare sport, anche a livello amatoriale, gli esperti consigliano di sottoporsi a una visita medica in grado di identificare rischi nascosti. Il tragico episodio mette però a nudo le carenze e le criticità della sanità pubblica in Calabria e soprattutto nelle aree decentrate come l’Alto Jonio, laddove il 118, che insieme al Pronto Soccorso rimane l’unico presidio essenziale di emergenza-urgenza, non viene presidiato H/24 dalla figura del medico. La tragica notizia, diffusasi subito sia a Trebisacce che ad Oriolo suo paese d’origine e ad Amendolara dove il giovane, con la passione per i cani e con il sorriso sempre stampato in viso viveva dopo essersi sposato, era conosciuto, benvoluto e stimato da tutti.
Pino La Rocca
