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TREBISACCE: Elisoccorso arriva in ritardo. Ci rimette la vita un sessantenne di Albidona

Posted on Gennaio 25, 2025 By PINO LA ROCCA


L’elisoccorso arriva con circa due ore di ritardo perché impegnato su un altro soccorso e uno stimato figlio di Albidona, R.F., 62 anni, pittore edile, colpito da infarto acuto del miocardio, ci rimette la vita

mentre era a bordo dell’ambulanza medicalizzata che dal Pronto Soccorso di Trebisacce lo stava trasportando presso la zona di atterraggio dell’elisoccorso per essere trasferito a Castrovillari dove l’èquipe medica dell’Emodinamica era pronta ad intervenire perché già pre-allertata dai sanitari del “Chidichimo”. Pochi minuti prima di essere accolto sull’Eliambulanza il paziente, nonostante tutti i tentativi esperiti dal medico-anestesista e dal fratello nelle vesti di infermiere professionale presenti sull’ambulanza, è andato in arresto cardiaco ed è deceduto. E così un altro paziente dello sfortunato Alto Jonio paga con la vita l’ennesimo caso di sanità disorganizzata o male organizzata, lasciando nello sconforto più totale la moglie, la madre, le due figlie, i 5 fratelli, tutti i familiari e le due comunità confinanti di Albidona e di Trebisacce dove R.F. era conosciuto e stimato non solo per le sue spiccate qualità professionali di fine pittore edile, ma anche come persona buona, rispettosa e amata da tutti per il carattere mite e socievole. Circa 2 ore di ritardo, per una grave emergenza cardiologica, sono davvero tante e ben oltre la fatidica “golden hour” cioè la soglia di un’ora entro cui il paziente soggetto a emergenza sanitaria deve essere messo nelle condizioni di raggiungere una struttura sanitaria in grado di fronteggiare un problema cardiaco o un grave trauma con cure mediche tempestive ed appropriate attraverso cui accrescere le possibilità di sopravvivenza del paziente. Secondo le voci circolate in paese giovedì 16 gennaio, intorno alle 10.30, in preda a un improvviso malore mentre era al lavoro a Trebisacce R.F. si è recato al Pronto Soccorso del “Chidichimo” e qui, a seguito degli opportuni accertamenti, gli è stato diagnosticato un problema cardiaco in atto per cui i sanitari, d’intesa con la Centrale Operativa di Cosenza, dopo averlo soccorso mettendo in atto tutto quello che prevede il protocollo, hanno allertato l’Eliambulanza e preavvertito l’Emodinamica di Castrovillari dell’imminente arrivo del paziente. Il problema però è nato quando si è saputo che l’Eliambulanza era impegnata, sempre nell’Alto Jonio, e precisamente ad Alessandria del Carretto, pare a causa di una chiamata di soccorso ritenuta urgente che avrebbe fatto slittare l’arrivo dell’elisoccorso a Trebisacce alle 12.20 e quindi con quasi due ore di ritardo. Ritardo che, insieme al progressivo aggravarsi della situazione, si è rivelato fatale per il povero pittore edile. Perché – si sono chiesti in tanti – considerato il prevedibile ritardo, il paziente non è stato trasferito a Castrovillari con l’ambulanza per accorciare i tempi? Ci saranno stati sicuramente altri problemi organizzativi e di carenza di personale all’interno del settore dell’emergenza urgenza (Pronto Soccorso e 118) che è la prima cosa a cui mettere mano e potenziare specie nelle aree periferiche della Calabria su cui dovranno riflettere e fare luce i responsabili della sanità anche per onorare la memoria del bravo R.F. e dare certezze ai suoi familiari i quali, nonostante il dolore e lo sconforto procurato dalla perdita del loro caro congiunto, hanno ringraziato tutti gli operatori della sanità del “Chidichimo” per quanto hanno potuto fare e, anche durante le esequie svoltesi sabato 25 gennaio alle 10.30 ad Albidona alle presenza di una folla di persone del posto e di Trebisacce, hanno dimostrato un coraggio e una compostezza davvero encomiabili.
Pino La Rocca

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