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ORIOLO: Chi di speranza vive, disperato muore

Posted on Luglio 19, 2024 By COMUNICATO STAMPA


Il Report dell’Osservatorio GIMBE sui Livelli Essenziali di Assistenza e le diseguaglianze regionali in sanità, non ci stupiscono più di tanto; ma continuano a lasciarci a bocca aperta.

Nel 2022 il punteggio totale degli adempimenti della Calabria nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 135,25 (il punteggio massimo é 300), posizionandosi ultima tra le regioni e le province autonome”. Secondo l’analisi di Gimbe, “la Calabria è ultima, risultata inadempiente secondo il nuovo sistema di garanzia, con un punteggio insufficiente in due delle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica e assistenza distrettuale). I livelli essenziali di assistenza (LEA), come si specifica nel documento dell’importante Osservatorio nazionale, “sono le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di compartecipazione (ticket), con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale. Il DPCM 12 gennaio 2017 sui nuovi LEA che sostituisce integralmente il DPCM 29 novembre 2001- precisano- lascia invariati i tre macro-livelli di assistenza1: Prevenzione collettiva e sanità pubblica, Assistenza distrettuale, Assistenza ospedaliera”. Il Governo assicura, o meglio dovrebbe assicurare a tutti i cittadini che l’erogazione delle prestazioni e dei servizi compresi nei LEA avvenga in condizioni di qualità, come si sottolinea ancora nel documento, e sul tavolo servirebbero voci del tipo: appropriatezza ed uniformità, attraverso il Sistema di Garanzia: uno strumento introdotto dal D. Lgs. 56/2000 istitutivo del “federalismo fiscale”, è reso operativo dal DM 12 dicembre 2001, che definiva un set di circa 100 indicatori, individuati sulla base di fonti informative e conoscenze allora disponibili, rilevanti per il monitoraggio e la valutazione dell’assistenza sanitaria finalizzata agli obiettivi di tutela della salute perseguiti dal SSN. In poche parole, potando i rami secchi, continuiamo ad essere “malati di sanità”. Inutile continuare a dire che la speranza è ultima a morire, qui da anni si muore ancor prima di sperare. Si spera per un posto letto; si spera per fare gli esami del sangue, si spera per una risonanza, si spera di saltare le lunghe attese, magari con una raccomandazione, insomma si “spera”, e chi di speranza vive, si sa, disperato muore. Serve una presa di coscienza collettiva. “ Bisogna riabilitare la terra delle nostre madri, dei nostri padri, rilevare i tanti aspetti positivi, dove mito e bellezza si incontrano”, così come si legge nella “Calabria di Cesare Malpica”, un magnifico lavoro dell’illustre professore Leonardo R. Alario. Bisogna scendere in campo, bisogna chiedere i diritti, e quello della salute è tra i più importanti: << l’unico diritto per il quale la Carta Costituzionale italiana riserva l’aggettivo “fondamentale” >>. Beh, se non ci si batte per il bene più prezioso, la vita, la nostra o meglio dei nostri figli, allora dobbiamo iniziare a preoccuparci davvero, vuole significare che non siamo capaci neanche di guardare avanti, stiamo buttando anche l’ultima spugna, quella della “speranza”.

Oriolo19/07/2024 Gruppo Consiliare “Patto di Cittadinanza Attiva” Vincenzo Diego (capogruppo) e Francesco Cirò

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