Sono ripresi e proseguono con una certa intensità dopo il cambiamento degli equilibri politici alla Regione le visite ed i sopralluoghi al capezzale del “Chidichimo” da parte di esponenti politici, funzionari e commissari.

La qual cosa, essendo lontani dagli appuntamenti elettorali, farebbe ben sperare per il destino di un presidio sanitario ormai chiuso da 12 anni. Il condizionale è d’obbligo anche perché in passato lo scontato rituale delle visite non è mai mancato ma non ha mai prodotto risultati positivi al di fuori di impegni assunti e di promesse da marinai. La sfilata delle visite è iniziata con il neo-eletto Davide Tavernise consigliere regionale 5Stelle il quale, da esponente della Minoranza, dopo aver visitato l’ex Ospedale, ha assicurato di volersi spendere con tutte le sue forze per la riapertura degli Ospedali chiusi tra cui Trebisacce, Cariati e Praia a Mare. Dopo qualche settimana a fare visita all’ex Ospedale di Trebisacce è stata Simona Loizzo, consigliere regionale, già di Forza Italia e oggi della Lega, componente della Commissione Riforme e della Commissione Vigilanza. . Parole impegnative e pesanti come le pietre, quelle della Leghista Loizzo, che comunque sono state seguite a pochi giorni di distanza dalla visita in loco del Commissario dell’Asp di Cosenza Dr. Vincenzo La Regina il quale nella giornata di giovedì 13 gennaio, dopo aver fatto partire l’appalto per l’acquisto di letti, armadi, comodini, sedie… per aprire la Medicina Generale, accompagnato da un funzionario dell’Asp e in compagnia del referente della Direzione Sanitaria Dr. Antonio Adduci, di altri Medici e del Capo-Sala della Chirurgia-Urologia Pino Campanella, è tornato a visitare il “Chidichimo” in lungo e in largo esaminando in modo minuzioso tutti gli ambienti dell’ex Ospedale, dimostrando ancora una volta grande disponibilità all’ascolto e, senza fare i soliti proclami e le solite promesse si è impegnato a informare il Presidente Occhiuto circa i posti-letto e i servizi che si possono attivare. Segno evidente – si spera – che qualcosa, anche sotto l’incalzare della pandemia, si sta muovendo anche nell’ottica di alleggerire del crescente peso del Covid gli altri ospedali della provincia di Cosenza che sono ogni giorno di più in affanno. Certo, passare dalle pie intenzioni ai fatti concreti non è per niente facile anche perché il nodo scorsoio da sciogliere è quello del personale medico, senza del quale la partita della sanità in Calabria è destinata a essere perduta.
Pino La Rocca