Dramma della solitudine: muore tra le fiamme della sua abitazione andata a fuoco intorno alla mezzanotte della nottata tra sabato e domenica. Vittima della solitudine, e forse del freddo, il povero Rocchino De Paola, 80 anni, operaio pensionato di Trebisacce che,

dopo una vita vissuta da valido e dinamico operaio prima a Trebisacce e poi in Francia e in Inghilterra, per una sua precisa scelta di vita aveva deciso di vivere la sua vecchiaia in condizioni di isolamento sociale nella modesta abitazione sita in un vicolo cieco alla spalle di Largo Crati, quindi in pieno centro della Marina di Trebisacce. Tempestivo e generoso, ma purtroppo inutile, il soccorso prestato per primo da Mino Cervellera Comandante-Carabinieri-Parco del Pollino che abita nei pressi dell’abitazione del povero Rocchino. Da quanto si è saputo il Comandante Cervellera, dopo aver allertato il 118 e i Carabinieri di Trebisacce giunti subito sul posto al comando del Capitano della neo-Compagnia di Cassano Jonio Paolo Morrone e del Maresciallo Natale Labianca, sprezzante del pericolo, pur consapevole del pericolo che poteva essere rappresentato dalla possibile presenza di una bombola di gas che poteva esplodere, in compagnia del figlio Francesco e munito dell’estintore presente nel suo condominio, si è fatto strada tra il fumo e il fuoco e, dopo aver aperto porte e finestre per far uscire il fumo e i gas tossici ed entrare aria, si è spinto fino al letto dell’anziano nel tentativo di spegnere le fiamme. Ma il letto del povero Rocchino, avvolto dalle fiamme, si era ben presto trasformato nella triste bara di una persona buona, mite, schiva ed educata, che da una vita viveva da solo ma in una condizione apparentemente tranquilla, serena e anche dignitosa anche perché titolare della sua pensione maturata in tanti anni di attività lavorativa condotta anche all’estero. Ignote le cause dell’incendio. Potrebbe essersi trattato di cartoni accesi per riscaldarsi. Tardivo invece, a causa della distanza, l’arrivo dei Vigili del Fuoco giunti da Castrovillari perché, da quanto si è appreso, per carenza di organico i VV.FF. Volontari di Trebisacce non sono nelle condizioni di coprire tutti i turni. Appena si è diffusa in città, la ferale notizia ha suscitato dolore e sgomento perché Rocchino, pur riservato e taciturno, era una persona apprezzata e benvoluta da tutti. “Dopo una lunga parentesi di emigrazione, – ha scritto di lui in un breve suo profilo il prof. Arcangelo Augusto Bloise che da giovane ha vissuto nella stesso quartiere – Rocco era tornato in Calabria alla ricerca delle origini smarrite, tra i fantasmi di una Francia utopica e gli incubi di un’Inghilterra ostile. Ora, – ha aggiunto il prof. Bloise in riferimento alla sua scelta di vita solitaria – lo incontro quotidianamente mentre dialoga con sé stesso e con il mondo di ieri, ma i suoi occhi non hanno più il colore verde, luminoso, dello smeraldo”.
Pino La Rocca