Vaccinandi al freddo e al gelo e per di più sotto la pioggia, mentre a pochi passi c’è un Ospedale (il Chidichimo!) maledettamente vuoto ma abbastanza confortevole, che potrebbe ospitare le persone in modo più adeguato e dignitoso.

Come del resto è avvenuto nella fase iniziale delle vaccinazioni e come avviene tuttora un pò dovunque. Come per esempio a Castrovillari dove le vaccinazioni si fanno nell’Ospedale e precisamente nell’ex Reparto di Ortopedia. E, a dirla tutta, nel “Chidichimo” non mancano di certo gli spazi e i Reparti vuoti! Il punto vaccinale potrebbe essere attivato al piano terra dove sono già stati sperimentati i due percorsi di entrata e di uscita e a cui si potrebbe accedere dagli spazi coperti che rappresentano il porticato sotto il quale si sta più riparati dal freddo e dalla pioggia. Per la verità tantissima gente, raccogliendo lodevolmente l’invito delle autorità sanitarie, corre per farsi vaccinare anche senza passare attraverso la piattaforma, ma così facendo, anche chi si prenota viene assoggettato a situazioni che, soprattutto nei giorni del fine settimana allorquando c’è una maggiore affluenza, diventano critiche e disagevoli. Succede così che l’apprezzabile corsa al vaccino sta creando non pochi problemi non solo al personale sanitario costretto a ritmi serrati di lavoro ma anche ai Volontari della Misericordia di Trebisacce (generosi e perciò ammirevoli!) che cercano di regimentare l’affluenza e spesso si vedono assediati e talvolta aggrediti verbalmente da taluni soggetti prepotenti che non vogliono sentire ragioni e che pretendono di entrare, magari… saltando la fila. Cosa che è successa puntualmente sabato mattina allorquando c’è mancato poco che dovessero intervenire le Forze dell’Ordine anche perché fuori pioveva e la gente era costretta a cercare riparo sotto l’ombrello o sotto i balconi. E d’ora in avanti, con l’incalzare dell’inverno, le cose potrebbero diventare ancora più complicate. Le criticità, in affetti, nascono da due situazioni: l’una logistica e l’altra organizzativa, che si potrebbero entrambe risolvere se passa il principio che, comunque sia, la stella polare del sistema sanitario deve essere la tutela della salute dei cittadini. La prima criticità è rappresentata dalla scelta della sede delle vaccinazioni (l’ex Distretto di via Prima Piana – nella foto) che non è sufficientemente grande per far fronte alla folla delle persone che, sia con la prenotazione che senza prenotazione, vi si recano per la vaccinazione nei giorni calendarizzati. La seconda è di carattere meramente organizzativo: si tende a incoraggiare la gente a farsi vaccinare anche senza prenotarsi e, soprattutto, non si fa, come avvenuto nella fase d’avvio della campagna vaccinale, una differenziazione tra persone normodotate e anziani ultra 80enni e soggetti fragili, per cui anche gli anziani e i fragili sono costretti a fare la fila preceduti, magari, da chi non si è prenotato. Lodevole, quindi, lo sforzo delle autorità sanitarie di stringere i tempi e di incrementare il più possibile le vaccinazioni, ma non si può prescindere dal tutelare le persone che, venendo anche da lontano, intendono sottoporsi alla vaccinazione come unico-possibile antidoto al Covid.
Pino La Rocca