È di queste ore la nuova, e periodica, polemica riferita al fatto che il Frecciargento Sibari-Bolzano via Roma Termini sia presente nei canali di vendita di Trenitalia ma non risulti prenotabile dopo il 31 dicembre

perché la società riferita a Ferrovie dello Stato e la Regione Calabria non avrebbero rinnovato la relativa convenzione a causa del fatto che una parte della tratta è ancora finanziata con fondi regionali, mentre il resto si regge a mercato con la sola vendita dei biglietti. Un nuovo tira e molla che non fa bene ai residenti della Sibaritide che hanno in quest’unico treno il solo collegamento veloce tra l’area jonica cosentina e il resto d’Italia. Un treno “minacciato” come l’ho più volte definito perché ogni anno, puntualmente, nonostante il tanto lavoro fatto, in primis da me, per istituire questa Freccia, i cittadini ne vedono in bilico il rinnovo e si vedono trattati come persone di serie B che devono elemosinare il mantenimento di un mezzo di trasporto veloce usato per questioni di lavoro, studio ma, soprattutto, per curare la propria salute o raggiungere i propri cari ormai emigrati da tempo.

Preciso che quando venne istituito, nel 2019, la Regione contribuiva con un milione e 400mila perché dagli studi di fattibilità emergeva un ammanco di presenze nella tratta Sibari-Salerno e quindi era necessario, così come fatto in altre regioni, un aiuto economico.

La convenzione, però, prevedeva anche che, concluso il primo anno del servizio si verificasse il bilancio delle presenze. Nel mese di agosto del 2020, per evitare un conteggio parziale poiché per tutto il periodo delle restrizioni portate dal distanziamento sociale, il treno ha viaggiato ad una capienza del 50%, avevo chiesto ufficialmente a Trenitalia di differire questa analisi alla fine dell’emergenza Covid. La mia richiesta venne accolta dall’allora amministratore delegato di Trenitalia, Orazio Iacono, e mi venne riferito che, dai primi calcoli, l’offerta della Freccia era già risultata essere a mercato sulla tirrenica sud fino a Paola e quindi, nel periodo successivo, era rimasta contribuita con i soldi della Regione, la sola tratta Paola-Sibari, dove non esiste altra produzione a mercato, con un costo molto contenuto.

Una ulteriore conferma a quello che ho sempre sostenuto e cioè che i numeri sulla tratta c’erano e ci sono. Se a questo aggiungiamo che ora c’è anche un treno regionale in corrispondenza e che porta altre persone da Crotone, dal crotonese e dai comuni del Basso Jonio, i numeri di utenza registrati da questa Freccia giustificherebbero il totale mantenimento a mercato del servizio di tutta la tratta.

Per quanto detto sopra, dunque, invito la Regione, come già fatto ieri per le vie brevi con l’assessore alla Mobilità Fausto Orsomarso, a convocare un tavolo con Trenitalia affinché si verifichino, tenendo sempre presente che a tutt’oggi le presenze sul treno sono ancora al 70% sempre causa Covid, i numeri delle presenze sulla tratta per capire se ormai, come presumo e sostengo, questo treno si finanzi da solo con i biglietti venduti senza pesare sulle casse pubbliche. Così finalmente daremo sicurezza ai calabresi sull’unico treno veloce che collega la Sibaritide al resto dell’Italia ed eviteremo le strumentalizzazioni che abbiamo visto in questi giorni dovute al fatto che il suddetto treno, seppur venga mantenuto sulle piattaforme di vendita di Trenitalia, non risulti prenotabile oltre il 31 dicembre perché manca la firma sulla proroga della convenzione. La Regione ora si attivi subito senza ritardi per superare questa fase con Trenitalia. Se lo stallo dovesse continuare, tecnicamente, il treno a fine anno, senza firma del nuovo contratto, potrebbe essere dismesso creando moltissimi disagi ai cittadini e favorendo, soprattutto, le lobby del trasporto su gomma che già nel passato avevano monopolizzato gli spostamenti da e per la Sibaritide.

Rosa Silvana Abate

Senato Gruppo Misto – Capogruppo Commissione Agricoltura