In Calabria i tempi dovrebbero essere già maturi per una rivoluzione culturale che porti ad una crescita di chi la abita, con l’acquisizione della consapevolezza dei propri diritti, ma anche nella considerazione di chi fa politica.

Occupandomi di Agricoltura e di Pesca, la mia riflessione nasce dopo aver letto gli ultimi comunicati inviati dall’Assessore all’Agricoltura e alla Pesca della Regione Calabria Gianluca Gallo. Naturalmente il mio non vuole essere un attacco personale o politico ma una riflessione che potrebbe essere utile sia a tutti calabresi e contestualmente a tutta la politica.

Nelle ultime note diffuse si comunica che sono in arrivo “sostegni” sia per gli agricoltori, in quanto è in corso una liquidazione di circa 77 milioni di euro, tra Domanda unica e Programma di sviluppo rurale (Psr), sia, per i pescatori attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp).

Va precisato, però, che il Psr (Programma di Sviluppo Rurale) è lo strumento di programmazione comunitaria (e quindi europeo) basato su uno dei fondi SIE, il FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale), che permette alle singole Regioni italiane di finanziare gli interventi del settore agricolo-forestale regionale e accrescere lo sviluppo delle aree rurali. Alla Calabria, per questa misura, dal 2016 al 2020 sono stati assegnati € 1.103.562.000 (oltre un miliardo di euro!).

Il Feamp, invece, è il Fondo, anch’esso europeo, per la politica marittima, la pesca e l’acquacoltura ed è uno dei cinque fondi strutturali e di investimento europei (sempre fondi SIE) che si integrano a vicenda e mirano a promuovere una ripresa basata sulla crescita e l’occupazione in Europa e, per il periodo 2014-2020, alla Calabria sono toccati € 37.669.863 (oltre 37milioni di euro!).

Misure, dunque, europee e a questa premessa va aggiunto anche il fatto che si tratta di un risultato ottenuto grazie alla sinergia istituzionale: pure in Calabria, infatti, questi fondi, sono stati sbloccati grazie alla formula dell’anticipazione voluta dal Governo e ampiamente discussa in Commissione Agricoltura al Senato, di cui faccio parte.

Parliamo fin qui di un iter “normale”, dunque, nessuna straordinarietà. E in Calabria l’operato della Regione, in materia, diventa ancora più normale se si considera che nel 2005 è stato istituito un ente pagatore denominato Arcea (che diverse volte ha creato non pochi problemi agli imprenditori agricoli) e da allora il pagamento di tutte le misure agricole sopra citate, per legge, deve essere autorizzato proprio da Arcea. Anche qui, quindi, nessun evento straordinario.

Feamp, Feasr e Psr, facendo sintesi, sono misure europee, in accordo col Governo centrale, derivate dalle tasse che i cittadini pagano quindi, se gli agricoltori e i pescatori fanno domanda e ne hanno i requisiti, i relativi finanziamenti gli spettano di diritto. Non sono una dazione per volere o meno della Regione alla quale spetta il compito di verificare e liquidare gli importi.

Purtroppo, però, nella nostra amata Calabria ancora si scambiano i diritti per favori e il dovuto per sostegni e così i casi di normalità diventano delle eccezionalità perché, nel passato, non si è avuto né un minimo di normalità e né di regolarità. Nella nostra Regione, infatti, il livello di consapevolezza dei propri diritti è ancora troppo basso. Ecco perché sostengo che è questo il momento di attuare una rivoluzione culturale ormai necessaria e improcrastinabile.

Ritengo, e ho sempre sostenuto, che lo sviluppo del territorio passi prima da una evoluzione del pensiero. Anche in altri comparti i diritti dei calabresi sono stati per anni annientati e calpestati dalla vecchia politica e dalle istituzioni preposte. Mi riferisco alla sanità, ai trasporti e alle infrastrutture che hanno fatto diventare la nostra Regione l’ultima d’Europa.

Per tale convinzione, personale prima ancora che politica, il mio modesto impegno, volto a togliere dall’isolamento geografico e culturale la Sibaritide lavorando alacremente per portare un treno continuamente “minacciato”, ma anche per il decollo del Porto di Corigliano-Rossano e la realizzazione della Ss 106 jonica, sarà incessante e proseguirà fino all’ultimo giorno del mio mandato.

Spero che in questi tristi anni di pandemia che stiamo vivendo, oltre alle rivoluzioni annunciate con i tanti soldi che dovrebbero arrivare dal Pnrr sui territori, si realizzi anche una rivoluzione culturale nel segno della Legalità, del rispetto del territorio e della consapevolezza dei propri diritti: solo così la Calabria potrà risorgere davvero e proiettarsi nel futuro prospero che merita, che le spetta e che ormai attende oramai da troppo tempo.

Rosa Silvana Abate

Senato Gruppo Misto

Capogruppo Commissione Agricoltura