Contadini, agricoltori, pastori, operatori turistici ormai allo stremo per colpa del proliferare ormai incontrollato dei cinghiali che di notte, ma anche in pieno giorno, imperversano nelle campagne
con le loro scorribande distruggendo e stravolgendo tutto quello che la mano umana riesce a realizzare a costo di enormi sacrifici.

Lavoro duro e investimenti che così spariscono nel nulla! Da qui la protesta e la rabbia di chi, come il giovane Matteo Gatto di Albidona, titolare della Masseria Agrituristica “Predicatore” a gestione familiare che, avendo deciso di resistere e di rimanere nel proprio paese per dare continuità alla tradizione familiare, ha investito le sue energie migliori riqualificando l’antica masseria paterna e realizzando una straordinaria azienda agri-turistica sui terreni montani di Albidona che ancora trasudano del sudore dei propri genitori. E perciò si sente scoraggiato e impotente, il giovane operatore agri-turistico di Albidona, di fronte alle crescenti orde degli ungulati che proliferano sempre di più e che durante tutto l’anno, e in particolare in questo periodo di semina, devastano i terreni distruggendo e divorando ogni cosa. Oltre tutto, i cinghiali distruggono tutta la fauna che nidifica a terra tanto che diverse specie di fauna stanno scomparendo. Per la verità in Calabria il problema dei cinghiali ormai è fuori controllo, anche perché i provvedimenti adottati dalla Regione Calabria si sono dimostrati blandi e inefficaci e così le sempre più invadenti scorribande dei cinghiali rischiano di produrre un’ondata di ulteriore abbandono della terra e delle aree coltivabili, con conseguenti e inestimabili danni economici sia all’ambiente per il prezioso contributo degli agricoltori che verrebbe a mancare a presidio del territorio, sia nel fermare l’avanzare sempre più grave del dissesto idrogeologico. I danni prodotti dai cinghiali, come racconta la cronaca quotidiana, sono ormai incalcolabili: nell’ampia mappa delle loro scorribande non si fanno mancare niente: terreni seminativi vandalizzati, (nella foto quelli della Masseria Predicatore), coltivazioni rasate al suolo, recinzioni abbattute, finanche incidenti stradali e quindi pericoli per i cittadini, immondizia rovesciata, comparsate sulle spiagge, problemi igienico-sanitari e chi più ne ha ne metta. Ora, la speranza del giovane e coraggioso Matteo Gatto, è che il nuovo governo regionale e la delega all’Agricoltura che si ritiene scontata all’Assessore Gianluca Gallo, figlio dell’Alto Jonio e di gran lunga il più votato di tutti, metta mano, di concerto con gli altri istituti di settore, all’emergenza-cinghiali e legiferi in modo appropriato ed efficace modificando il Piano Faunistico-Venatorio e ridelimitando le zone non vocate che in questi anni si sono allargate in modo abnorme e quelle destinate all’agricoltura. Oltre a rivolgere un appello alla nuova classe politica regionale, il giovane Matteo Gatto, ammirevole per il radicato attaccamento alla terra dei suoi genitori, rivolge l’appello a tutta la deputazione calabrese affinchè sostenga la proposta avanzata dalla CIA di modificare la legge che è in itinere e ne favorisca la discussione e l’approvazione in Parlamento.
Pino La Rocca