Nel suggestivo scenario del Castello Normanno di Oriolo, Comune tra i borghi più belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, è stata presentata e illustrata la lettera di Lelio Pignone del Carretto, Secondo Marchese di Oriolo, indirizzata niente meno che a Galileo Galilei.

Lettera autografa del 2 gennaio del 1618, conservata ancora integra nella Biblioteca Centrale di Firenze, ma anche altre due lettere riportate nell’Edizione Nazionale delle Opere di Galileo Galilei, nelle quali si fa riferimento al Marchese d’Oriolo, al Cavaliere Romano, inviate ad Orso D’Elci nel giugno del 1617 e al Cardinale Federico Borromeo il 23 dicembre dello stesso anno. Documenti, questi, che mostrano un Marchese curioso, aperto al mondo della cultura e alla scienza, ospite più volte nella residenza di Bellosguardo, presso Firenze, come riferisce lo stesso Galileo Galilei nella lettera a Borromeo, dove si parla della salute del grande fisico, ma anche di astronomia, di matematica e di nuove teorie. Una persona illuminata, dunque, il Pignone, molto amico di Galilei, tanto da procurargli un “vetro” per il suo telescopio. Dalle suddette missive emerge la richiesta d’intermediazione che Galilei chiede a Pignone: “Discorrere del negotio con il Cardinale Borgia”. Chiedeva di portare all’attenzione del Re di Spagna una sua scoperta, quella della Longitudine. Un lavoro importante, quello di Vincenzo Diego, già vicesindaco della cittadina dell’Alto Jonio e autore del saggio “ I gigli recisi – Giuseppe Pignone del Carretto e la fine del Regno Borbonico”. Una ricerca sulla famiglia Pignone, quella di Vincenzo Diego, che va avanti da anni e che svela, come in questo caso, documenti che lasciano un segno nel ricercatore e nella storia di una comunità. Lelio d’Oriolo, secondo le approfondite ricerche di Vincenzo Diego, nacque a Napoli, figlio di Marcello Pignone, intorno al 1560 e “godette di grandissimo favore presso i Re di Spagna”, frequentatore dei salotti che all’epoca contavano. Nipote di Giovan Francesco di Sangro, marito di Ippolita del Carretto, dei marchesi del Finale, genitori di donna Costanza di Sangro del Carretto, futura sposa di Lelio. Nel corso della Conferenza-Stampa svoltasi sabato pomeriggio, il Sindaco di Oriolo Simona Colotta ha speso parole di apprezzamento per gli studi e per le ricerche storiche condotte da Vincenzo Diego, definendo la scoperta «una notizia importante per la Comunità, per i ricercatori e per tutto il territorio, un fatto di grande rilievo storiografico che apre nuovi scenari e arricchisce la storia dell’antico borgo oriolano». Il vicesindaco Agostino Diego, da parte sua, ha sottolineato la passione dell’autore, l’impegno civile e amministrativo, i progetti, le opere, i recuperi di Beni Culturali, Storici ed Architettonici. «Un impegno – ha dichiarato Agostino Diego – che continua e che lo lega profondamente alla sua comunità e alla sua gente». Il Prof. Giorgio Delia si è soffermato in particolare sull’importanza dell’epistolario, per una piena conoscenza dell’esperienza di vita e della ricerca scientifica del Pisano, mettendo poi a fuoco la lettera del Pignone e le relazioni che questa lettera implica. Il prof. Delia ha quindi tracciato il profilo del grande fisico e ricercatore toscano, «uomo non solo di scienza, – ha ricordato il Prof. Delia – ma anche fine letterato che preferisce l’italiano al latino, un uomo tenace ma allo stesso tempo avveduto, che preferisce l’abiura alla mortificazione della scienza». Il Prof. Vincenzo Toscani, quale insigne studioso di storia e Direttore dell’Osservatorio Sismico di Oriolo, ha parlato della famiglia Pignone, degli avi di Lelio e dei suoi discendenti, mentre il Prof. Vincenzo Carbone, Direttore del Dipartimento di Fisica dell’Unical, ha sottolineato l’importanza della ricerca. «Una nuova e importante tessera – ha sottolineato il Prof. Carbone – quella del Pignone, allo stesso tempo la necessità di approfondire i rapporti del marchese di Oriolo con Galileo e capire se si ha di fronte un mecenate o anche un grande uomo di scienza. E’ per questo – ha dichiarato testualmente il Direttore del Dipartimento di Fisica dell’Unical – che serve un progetto organico. Servono risposte su Pignone d’Oriolo, certamente, – ha concluso il Prof. Vincenzo Carbone – ma anche su tante altre figure calabresi e si può partire da qui per scrivere assieme pagine importanti, per ricercare con più vigore il nostro passato, la nostra storia».
Pino La Rocca