Mentre nell’antica Lagaria secondo la leggenda fondata dal mitico Epeo atleta olimpico ed eccellente falegname costruttore del leggendario cavallo di Troia si svolge una vivace campagna elettorale,

vanno in tipografia due importanti pubblicazioni scientifiche che contribuiranno a fare ulteriormente luce sui ritrovamenti archeologici di Macchiabate e Timpone della Motta che fanno di Francavilla M. uno dei più importanti siti archeologici d’Europa. Autori dei libri scritti a due mani sono gli Archeologi Paolo Brocato e Luciano Altomare entrambi Docenti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria Il primo, già autore di altre pubblicazioni tra cui quella sulla Necropoli di Macchiabate e sull’antico abitato di Timpone della Motta e il secondo autore del volume “Paesaggi Enotri della Calabria Settentrionale”. Il primo volume, pubblicato da Luigi Pellegrini Editore di Cosenza, secondo quanto ha comunicato il Prof. Pino Altieri Presidente dell’Associazione “Lagaria” Onlus, si intitola “Francavilla Marittima (CS) – tra Ricerca Archeologica e Valorizzazione” e racconta la storia archeologica del sito facendo il punto sulle ricerche effettuate finora e sulle prospettive future. Il secondo volume, edito direttamente dall’Università della Calabria nella Collana del Dipartimento di Studi Umanistici “Ricerche – Supplementi”, è invece la seconda pubblicazione riguardante l’Abitato del Timpone della Motta che interessa il Secondo Pianoro dopo quella già pubblicata nel 2019. Due pubblicazioni già disponibili nelle librerie che confermano come in età antica Francavilla Marittima a ragione della sua strategica collocazione topografica, ha rappresentato, con differenti implicazioni, uno tra i territori più fiorenti e vitali sia prima che dopo la fondazione di Sybaris. Tanto è vero che la straordinaria importanza dei ritrovamenti storico-stratigrafici ha attirato notevolmente gli interessi di ricerca e di studio a partire dalla seconda metà del secolo scorso, allorquando iniziò l’impresa pionieristica della prof.ssa Paola Zancani Montuoro, incoraggiata e sostenuta dalla passione e dall’intuito, prima di Agostino De Santis e poi della lungimiranza del figlio Tanino, grazie al cui importante contributo il sito archeologico di Francavilla Marittima, divenuto in seguito un attraente Parco Archeologico, è diventato un importante attrattore turistico che merita di essere valorizzato compiutamente.
Pino La Rocca