Morte di Maria Sestina Arcuri: assolto il fidanzato Andrea Landolfi. Per i giudici non è stato lui a farla precipitare nelle scale della casa della nonna a Ronciglione, in provincia di Viterbo.

I genitori della giovane nocarese trasferitasi nel Lazio per perfezionare la sua professione di parrucchiera e morta nel febbraio del 2019 a causa di una caduta rovinosa nelle scale, non hanno mai creduto alle tesi del giovane che si è sempre professato innocente. Il fidanzato di Maria Sestina, imputato per omicidio volontario e omissione di soccorso e sul quale pendeva minacciosa la richiesta di 25 anni di reclusione presentata dal Pubblico Ministero, a distanza di oltre due anni e a seguito di una sentenza sofferta alla quale si è giunti a seguito di elucubrazioni decisamente prolungate tanto da richiedere circa 10 ore di Camera di Consiglio, si è visto riconoscere l’assoluzione con formula piena da parte della Corte d’Assise del Tribunale di Viterbo ed è stato rimesso in libertà provocando così delusione e sconforto tra i familiari in lacrime (i genitori e due fratelli) della giovane nocarese il cui legale di fiducia, l’Avv. Vincenzo Luccisano, aveva chiesto per il 32enne romano Andrea Landolfi la condanna senza attenuanti. A detta della Corte, però, non è stata raggiunta la prova piena della colpevolezza dell’imputato per cui i Giudici hanno fatto prevalere la locuzione latina (in dubio pro reo) usata nell’ambito del diritto penale, in base a cui nel dubbio si giudica in favore dell’imputato. Il fatto, come si ricorderà e come hanno riportato all’epoca i media nazionali, è avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019, all’incirca intorno alle 2.00. La ragazza precipitata rovinosamente per le scale è stata soccorsa dai nonni e trasportata all’Ospedale di Belcolle (VT) ma a distanza di pochissimi giorni, precisamente il 6 febbraio, è deceduta per il grave trauma cranico riportato nella caduta. A distanza di 7 mesi, nel settembre del 2019, Andrea Landolfi si ritrovò in cella accusato di avere spinto la sua fidanzata con la quale stava trascorrendo il fine settimana dai nonni, provocandone il decesso. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra i due in quel periodo si erano registrate numerose liti, in quanto Maria Sestina avrebbe avuto intenzione di interrompere la relazione e tornarsene in paese. Al suo arresto, sempre secondo quanto hanno riferito le cronache, si era giunti in seguito alla ricostruzione del suo profilo caratteriale, definito violento e irascibile dalle sue ex fidanzate chiamate a testimoniare e, soprattutto, alla descrizione effettuata dal figlio dell’imputato, un bambino di appena 5 anni, che si trovava nella casa di Ronciglione e aveva visto con i suoi occhi la giovane 26enne nocarese cadere rovinosamente per le scale. Il Tribunale del Riesame ritenne “un racconto chiarissimo” quello effettuato dal bambino, che ricostruì di fronte a una psicologa la scena alla quale aveva assistito con l’ausilio di un pupazzo di Topo Gigio. In sintesi: il padre avrebbe provato ad abbracciarla, lei lo avrebbe respinto e lui l’avrebbe fatta precipitare oltre il parapetto. Una versione dei fatti, però, totalmente annullata dalla sentenza, con il dubbio che torna a palesarsi in tutta la sua drammaticità: com’è morta Maria Sestina Arcuri?
Pino La Rocca