Avviato, presso l’Istituto Comprensivo “Zanotti Bianco” di Sibari il Piano “Scuola Estate 2021” per superare i condizionamenti provocati dalla lunga pandemia che ha influenzato non poco le relazioni sociali degli studenti.

Con nota n. 643 del 27/4/2021, il Ministero dell’Istruzione ha infatti attivato il c.d. “Piano Estate 21”, sulla scorta del quale durante il periodo estivo le Istituzioni Scolastiche, esercitando l’autonomia didattica ed organizzativa loro attribuita, hanno avuto la possibilità di attivare azioni personalizzate di contrasto alle vecchie e alle nuove fragilità e povertà educative determinatesi a causa della lunga pandemia. Per favorire tali opportunità didattiche, è possibile infatti accedere alle risorse economiche e agli strumenti previsti dal Decreto-Sostegni attraverso il quale è possibile rinforzare e potenziare le competenze disciplinari e relazionali degli studenti, generando una sorta di “ponte” che introduca al nuovo anno scolastico 2021/2022 attraverso un’offerta che rappresenti una risposta alle difficoltà emerse nel periodo della pandemia e che intende anche valorizzare le buone pratiche e le esperienze innovative nate proprio durante l’emergenza pandemica. L’Istituto Comprensivo “Zanotti Bianco” di Sibari, guidato dal Dirigente Scolastico Giuseppe Antonio Solazzo, ha già avviato il Piano “Scuola Estate 2021” per consentire agli alunni di recuperare la socialità eventualmente smarrita e rafforzare gli apprendimenti usufruendo di appositi laboratori per il potenziamento delle competenze (Italiano, Matematica, Attività Educative incentrate su Musica, Arte, Sport, Digitale, Percorsi sulla Legalità e sulla Sostenibilità, sulla Tutela Ambientale…). “Il superamento dell’emergenza – ha dichiarato in proposito il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Zanotti Bianco” di Sibari – può avvenire efficacemente se si riafferma il valore di una Scuola aperta, coesa ed inclusiva quale luogo di formazione della persona e del cittadino radicato nel proprio territorio e sostenuto dalla partecipazione attiva di tutta la comunità. Una Scuola – ha aggiunto il dr. Giuseppe Solazzo – capace di essere per gli studenti motore di integrazione civile, di uguaglianza e di sviluppo e che sia dunque in grado di restituire spazi e tempi di relazione, luoghi per incontrarsi di nuovo e riannodare quelle relazioni così importanti per lo sviluppo emotivo, affettivo, identitario e sociale di ognuno, purtroppo bruscamente interrotte dalla lunga pandemia”.
Pino La Rocca