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Giro di banconote false, il Tribunale dispone la “messa alla prova” di 5 minori

Posted on Dicembre 11, 2019 By Redazione

ALTO JONIO – Giro di banconote false nei paesi del Comprensorio: il Tribunale dei Minori di Catanzaro, a distanza di circa un anno dall’epoca dei fatti, al termine dell’udienza preliminare svoltasi questa mattina (11 dicembre 2019) a Catanzaro, accogliendo la richiesta dei 5 avvocati difensori, ha sospeso il procedimento ed ha disposto la misura della “messa alla prova” dei 5 imputati, tutti minorenni, accusati del reato di introduzione e spaccio di banconote false.

 

 

 

 I fatti, come si ricorderà, risalgono ai primi di dicembre dell’anno scorso allorquando, a seguito della denuncia di alcuni esercenti commerciali di Roseto Capo Spulico e Trebisacce che avevano denunciato d’avere ricevuto come corrispettivo della compravendita delle banconote da 50 euro false d’ottima fattura tanto da non essersi accorti inizialmente della loro non autenticità, le Forze dell’Ordine hanno scoperto un giro di banconote false provenienti da Napoli. Un consistente giro di denaro falso (oltre 5mila euro) in quei giorni prenatalizi aveva infatti inondato l’Alto Jonio e la cosa più grave fu l’aver scoperto che il flusso di denaro era gestito da minorenni, tutti di buona famiglia i quali, inizialmente per gioco, acquistavano le banconote false su Internet e poi le mettevano in circolazione. Dopo serrate indagini condotte dai Carabinieri di Roseto Capo Spulico e della Compagnia di Corigliano-Rossano, in 5 sono stati denunciati alla Procura Minorile di Catanzaro per il reato di “introduzione e spendita, in concorso tra loro, di banconote false”. Nella rete degl’inquirenti, ovviamente, sono finiti pure due soggetti del napoletano che producevano e facevano pervenire le banconote contraffatte nell’Alto Jonio Cosentino. Tutto ha avuto inizio, come si diceva, quando alcuni commercianti di Trebisacce e di Roseto Capo Spulico hanno denunciato il fatto. A questo punto le indagini dei Carabinieri si sono indirizzate ad acquisire le immagini di videosorveglianza che, insieme alla descrizione dei commercianti, hanno consentito di identificare e di cogliere in flagranza i 5 minorenni appartenenti a note famiglie residenti nei comuni dell’Alto Jonio, tutti soggetti insospettabili, giovanissimi, incensurati, studenti, compagni di scuola e figli di persone perbene. Uno di questi, appena 16enne, vistosi scoperto e messo alle strette, ha confessato e consegnato spontaneamente il suo cellulare, tramite il quale le Forze dell’Ordine sono risaliti a tutti gli altri ed hanno individuato la fonte da cui provenivano le banconote contraffatte che erano una mamma ed il figlio 18enne, entrambi residenti a Napoli. A distanza di circa un anno, come si diceva, il Tribunale dei Minori ha fissato l’udienza preliminare e accogliendo la richiesta dei loro 5 legali, ha sospeso il processo ed ha disposto la loro “messa alla prova” che, secondo quanto ha riferito l’Avv. Ninni Parise del Foro di Castrovillari (nella foto) che è uno degli avvocati difensori, prevede la possibilità, da parte di chi si è reso responsabile di un reato come questo, di impegnarsi in un percorso guidato di volontariato sociale predisposto e accompagnato da specialisti del settore. Un progetto nell’ambito dei servizi sociali, insomma, attraverso cui riabilitarsi per essere successivamente prosciolti, con contestuale estinzione del reato al fine di non lasciare traccia alcuna sulla fedina penale degli imputati.
Pino La Rocca
 

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