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Parte il casting per lo spettacolo calabrese: Fuè, una Historia de Amor

Posted on Ottobre 5, 2017 By Redazione

Una storia d’amore vera, scritta musicata e diretta dal cosentino Francesco Perri
Dopo oltre 15 anni di ricerca tanguera, parte da Cosenza una nuova produzione riservata ai più bei palcoscenici italiani, con una nuova produzione teatrale realizzata con orchestra, ballerini e tangueri, dedicata al tango argentino. Si tratta di un’opera scritta, musicata e diretta dal maestro Francesco Perri, che sarà presentata in anteprima in Calabria già nella primavera del 2018, con il sostegno alla produzione di A Pois, dell’Associazione Musicale Aura e di CalabriaTango.

Lo spettacolo sul tango, ancora una volta Made in Calabria, ha il merito di essere il primo TangOperaBallet presente nei teatri italiani dopo la rappresentazione Maria de Buenos Aires nel lontano 1968 scritta dai maestri Piazzolla e Ferrer.

Titolo dell’opera sarà Fuè, una Historia de Amor (E’ stata una storia d’amore) con coreografie di Ciccio Aiello e Sofia Galanaki, tangueri di levatura internazionale presenti nei più grandi festival del mondo, e la partecipazione del famoso corpo di ballo Calabriatango.

Intanto, mentre si allestisce lo spettacolo, il 14 e 15 ottobre prossimi, entrambi i giorni alle ore 10.00, presso l’Hotel San Francesco di Rende, i maestri coreografi Aiello e Galanaki terranno un casting di ballo per selezionare coppie di tangueri per il corpo di ballo (5 coppie) e la scelta dei sei ballerini protagonisti (3 coppie). Per prenotare la partecipazione al casting è possibile mettersi in contatto con info@calabriatango.it o telefonicamente al numero 338.4996611

L’opera è uno struggente spettacolo/balletto tratto da una tragica storia d’amore e morte accaduta nel Sud Italia agli inizi del ’900.

Il linguaggio musicale tanguero si adatta bene alla tipologia di ricostruzione della storia dove sensualità, passione, eroismo e duelli si alterneranno con forza attraverso una struttura scenografica di sole luci pensate nella tradizione e visione del più volte Premio Oscar Vittorio Storaro, oltre una struttura musicale multimediale e innovativa nel linguaggio di rappresentazione.

La lingua utilizzata, che mescola l’italiano allo spagnolo e al dialetto calabrese, vuole quasi idealizzare il lunfardo (dialetto nato a Buenos Aires durante la seconda metà del XIX secolo con l’approdare delle immigrazioni europee, sopratutto italiana e spagnola, che si assediarono nei quartieri più poveri e di bassa classe sociale, ndr) come veicolo di emozione che trova origine nel gergo popolare.

Donne bellissime, con musiche ferme e suadenti che si ispirano alla tradizione tanguera e alle contaminazioni popolari del Sud Italia, saranno la principale e autentica particolarità dell’opera-tango Fuè.
 

 

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