Il gioco d’azzardo è spesso infiltrato. Non è una novità che in Italia, spesso e volentieri, sale gioco o totem e slot possono essere taroccate e, spesso a gestire gli introiti non è lo Stato ma il crimine.
In Calabria accade spesso tanto è vero che recentemente una curiosa sentenza del TAR ha persino respinto una autorizzazione per aprire un punto di gioco con queste parole
“Il quadro indiziario riferito alle frequentazioni di persone legate alla criminalità organizzata osta a rilascio di licenze correlate al gioco d’azzardo”.
Non è cosa rara che le cosche criminali infatti cerchino di avere licenze per installazione di slot e totem o per aprire sale scommesse e sale giochi anche attraverso i prestanome ed allora lo Stato ha stabilito di prestare maggiore attenzione.
Se da un lato ci si trova a dover aver dubbi, milioni, sull’azzardo fisico, dall’altro avanza il gioco digitale, risorsa importante per l’economia ed allora in Calabria quasi tutti gli appassionati d’azzardo hanno provato Plenty on Twenty.
Il gioco fisico inizia a essere costantemente e volutamente contrastato un po’ da tutti, nel nostro territorio però a quanto pare siamo molto indietro. E’ vero che in Calabria si gioca poco e siamo il fanalino di coda del BelPaese ma è anche vero che la ludopatia risulta essere un fenomeno in crescita costante.
La cosa non è gradita da nessuno eppure in regione ancora la legge sull’azzardo e contro i fenomeni della ludopatia non si vota.
La macchina legislativa italiane è lenta, quella calabrese ancora di più, contro il gioco d’azzardo però la mobilitazione è costante, iniziative ovunque e molto alto è il tasso di coinvolgimento della popolazione.
Altissimo è l’impegno del Movimento Cinque Stelle ad esempio che continua con le sue attività di sensibilizzazione a Cosenza e Rende ma simile cosa si può dire per tutto il resto del territorio.
Moltissimi sono i comuni, anche dalle nostre parti che hanno deciso di ingaggiare una lotta dura contro l’azzardo attuando ordinanze restrittive eppure non basta, bisogna che si riprenda il lavoro per una legge regionale capace di dare un’impronta identica a tutte le campagna attive sul territorio regionale.
Il gioco fisico è ambito da molti, sopratutto nei paesi si notano tantissime persone che giocano alle slot in un bar, in un circolo privato o in un angolo della stazione eppure sono proprio le slot machine a essere pericolose e sopratutto a poter far insorgere patologie come quelle del gioco d’azzardo in cittadini che hanno già uno scarso equilibrio economico ed un inserimento sociale non troppo positivo.
Il gioco digitale invece è quello più amato dai giovani calabresi: facile da reperire, pochi euro da investire.

