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Alloggi popolari: gli assegnatari sfrattati dalla malavita

Posted on Novembre 11, 2016 By Redazione

Nota CGIL e SUNIA
Gli inquietanti scenari che emergono dall’operazione DOOMSDAY 2, condotta dalla Dda e dalle forze dell’ordine nei confronti del clan Rango-Zingari di Cosenza, confermano quanto più volte sostenuto e denunciato pubblicamente dalla CGIL e dal SUNIA sul coinvolgimento della ‘ndrangheta nella vita e nel controllo capillare di numerosi quartieri popolari, dove i legittimi assegnatari vengono “sfrattati” dalla malavita.

L’operazione rappresenta un positivo e fortissimo segnale di rassicurazione nei confronti della comunità, nel segno del ripristino di normali condizioni di legalità e convivenza civile, motivo per il quale esprimiamo il nostro plauso alla Magistratura ed alle forze di polizia per le indagini effettuate e per le conclusioni alle quali sono pervenute.
Rimane qualche interrogativo su quanto si sarebbe dovuto contrastare all’origine e nel tempo per evitare che la sopraffazione diventasse “sistema” proprio in quei quartieri di edilizia residenziale pubblica che dovrebbero rappresentare la risposta ai bisogni abitativi delle famiglie meno abbienti.
Le denunce di soprusi però non bastano, se poi gli enti preposti al controllo, alla vigilanza ed alla gestione del patrimonio di edilizia pubblica non ne contrastano efficacemente e tempestivamente gli effetti.
Auspichiamo che ora si mettano in moto tutte le azioni utili per far tornare quegli alloggi nella disponibilità dei legittimi assegnatari, a Cosenza come nel resto della nostra Regione, dove interi quartieri sono sotto il controllo dei clan.
Ma ognuno deve fare la propria parte, senza aspettare sempre e soltanto la meritoria azione della Magistratura e delle forze dell’ordine: anche i Comuni, l’ATERP, la Regione Calabria devono contrastare questo fenomeno, ed anzi bisogna evitare che la Regione Calabria decida ulteriori sanatorie per l’occupazione illegittima degli alloggi popolari, perché finora quelle già approvate hanno di fatto favorito ogni sorta di abuso.
Catanzaro 11/11/2016
Antonio Spataro, Teresa Aiello, Umberto Calabrone, Angelo Sposato

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