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Corigliano | Tartassati: è rivolta

Posted on Dicembre 10, 2015 By Redazione

Sotto il Municipio il popolo costringe il sindaco Geraci al confronto sul rincaro dell’imposta sui rifiuti
A Corigliano Calabro si leva l’urlo forte della protesta politica da parte dei cittadini. Erano anni ed anni che nella più popolosa realtà del comprensorio jonico sibarita non si vedeva una manifestazione di cittadini, muro contro muro contro il potere locale che li amministra.
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Una realtà dove ormai da tempo immemore i cittadini non erano per nulla avvezzi a manifestare contro quel potere cui, al contrario, avevano fatto quasi sempre da scendiletto. Ma da ieri in quel rapporto qualcosa s’è rotto, e forse per sempre.
Almeno nei confronti dell’amministrazione comunale attuale, quella retta dal sindaco Giuseppe Geraci che ha fatto recapitare a tutte le famiglie coriglianesi le bollette di quella che viene definita a furor di popolo «un’indecente vergogna tutta coriglianese». Già, le bollette della tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la Tari, da pagarsi in un’unica soluzione oppure in tre rate a scadenze vicine e ravvicinatissime tra esse. Un pugno violento a stomaco vuoto e per ogni stomaco vuoto che deve decidere se cedere alla coercizione “di palazzo” o andare al supermercato per acquistare il minimo indispensabile per mangiare e sopravvivere, qui dove la crisi economica che attanaglia l’Italia non accenna per nulla a placarsi.
L’aumento della Tari, nei mesi scorsi già annunciato dal Comune nella misura del 20%, s’è scoperto invece che arriva a sfiorare la percentuale del 50. Ciò a fronte d’un servizio pubblico la cui gestione, da parte del Comune, e per esso dell’impresa che l’ha in appalto, è oggetto di denuncia quotidiana per trecentosessantacinque giorni l’anno, trecentosessantasei nei bisestili. Con una raccolta differenziata allo stato meno che brado perchè organizzata malissimo da un Comune e da un’amministrazione comunale che non hanno nulla ma davvero nulla da insegnare a nessuno tra i loro omologhi – anche i più vicini – ed alcuna educazione di tipo ambientale da impartire ai cittadini.
L’Ufficio Tributi comunale è preso d’assalto da ben tre settimane da parte dei coriglianesi, molti dei quali temevano errori materiali di calcolo da parte dello stesso ufficio. Ma di tali tipi d’errori sostanzialmente non ve ne sono. Uditi i venti di protesta, più d’una settimana fa il sindaco Geraci s’era affrettato a far sapere che si stava prodigando per la convocazione d’un Consiglio comunale urgente e monotematico per «condividere coi cittadini» la questione. L’idea era stata però frettolosamente abbandonata e lo stesso Geraci, attraverso un comunicato stampa, aveva “scaricato” ogni responsabilità dell’aumento della Tari sul Governo nazionale che ha imposto per legge le soglie obbligatorie per la raccolta differenziata, e su quello regionale che ha fatto lievitare i costi per i conferimenti dell’umido nelle discariche.
Ma ieri mattina il popolo coriglianese non ha voluto sentire “ragioni” e ha marciato per alcuni chilometri in corteo fin sotto la sede municipale di Palazzo Garopoli. Un popolo inferocito nei confronti del sindaco Geraci: tra essi, in maggioranza, erano coloro i quali hanno affermato che da tempo realizzano con certosina precisione la raccolta differenziata dei rifiuti e non (sol)tanto per la tutela dell’ambiente quanto proprio per la necessità di dovere risparmiare sulla bolletta comunale.
Un corteo d’oltre cinquecento persone partito dal piazzale antistante gl’istituti scolastici di contrada Torrelunga e giunto circa mezzora dopo, sotto il “palazzo infame”. C’era pure chi incarna già le vesti dell’anti-Geraci in vista del prossimo appuntamento elettorale, vale a dire l’imprenditore Aldo Algieri, leader del movimento “Liberi per cambiare”.
Il sindaco è sceso quasi subito ed ha invitato una delegazione dei manifestanti in sala giunta. Un lungo confronto dal quale è scaturito solo e soltanto l’impegno a dilazionare le scadenze della seconda e della terza rata della Tari, facendole slittare rispettivamente a fine febbraio ed a fine aprile. E con un altro impegno: quello di rivedersi al più presto per un confronto più sereno su alcune proposte più “concrete”…

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