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Trebisacce: nuove antenne preoccupano i cittadini

Posted on Ottobre 22, 2015 By Redazione


L’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici fa paura e, seppure gli amministratori facciano finta di non sapere niente, i cittadini protestano e si ribellano utilizzando tutti i mezzi leciti per pretendere di essere messi al riparo dai pericoli dell’inquinamento atmosferico. Ecco allora che, dopo aver firmato la petizione contro una compagnia di telefonia mobile che voleva installare un ripetitore nel bel mezzo del paese,

i cittadini si sono ribellati a una un’altra fonte di inquinamento costituita da ben 4 antenne di WIFI installate, pare dalla Prefettura, sulla sommità dell’antico ciminiero delle Fornace (nella foto) che, con i suoi circa 50 metri d’altezza, si presta molto bene alla diffusione delle onde elettromagnetiche. Uno di loro, che abita nei pressi della Fornace e che ha verificato di persona la diffusione di onde elettromagnetiche fino alla distanza di 250 metri, nel mese di giugno ha consegnato al protocollo del comune un’istanza di rimozione delle antenne sottoscritta da un centinaio di cittadini. Finora però il Comune ha fatto sapere solo di aver dato incarico ad un tecnico del luogo per verificare eventuali anomalie. Troppo poco per tranquillizzare i cittadini, anche perché i disturbi delle emissioni-radio, secondo quanto lamentano, interferiscono con il segnale delle antenne della TV, anch’essi digitali, provocando frequenti interruzioni di segnale «non consentendo – si legge nell’istanza – ai residenti del quartiere che pagano regolarmente un canone che fra poco finirà in bolletta, di fruire correttamente del servizio pubblico». Ma, secondo questi cittadini, al danno dell’esposizione alle onde elettromagnetiche, si unisce la beffa, perché le quattro antenne sarebbero collegate alla rete elettrica pubblica senza alcun contatore, per cui il comune, e quindi i cittadini, devono farsi carico anche di pagare il consumo dell’energia elettrica che alimenta le antenne. «Comunque – si legge in conclusione nell’istanza – il problema principale è la salute dei cittadini».
 Pino La Rocca

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