
Tra i mesi di luglio ed agosto scorsi i Laghi di Sibari hanno fatto registrare un significativo incremento del diportismo turistico. Ciò anche grazie agl’interventi realizzati da parte degli operatori del Consorzio Bonifica all’imbocco del Canale Stombi, che rappresenta l’unica “porta d’ingresso” ai Laghi sibariti. L’incremento delle barche s’attesta al 20%.
Nel 2013 un turista francese che aveva l’imbarcazione bloccata a Sibari per l’insabbiamento del canale, insieme ad altri proprietari di barche, si rivolse esasperato all’allora assessore regionale all’Ambiente, denunciando una situazione a dir poco paradossale.
Nonostante un contratto di rimessaggio della barca e la relativa manutenzione, la barca era bloccata perchè i lavori di dragaggio del canale non erano stati effettuati. «Volete che andiamo via?»: fu questa la domanda che fece il giro del mondo e che, secondo i turisti, denotava un’incomprensibile disfunzione capace di condurre al fallimento l’intera struttura turistica dei Laghi di Sibari, portando alla chiusura di numerose imprese e alla soppressione di posti di lavoro di cui la Calabria ha quanto mai bisogno.
Grazie alla convenzione firmata lo scorso mese di giugno, che lega il Comune di Cassano Jonio ed il Consorzio di Bonifica integrato dei bacini dello Jonio cosentino, forse non sarà più così. E a conferma che la convenzione ha funzionato, vi sono i dati forniti dai Cantieri nautici dei Laghi di Sibari sull’aumento del traffico e la relativa sosta e manutenzione d’oltre il 20% di barche da diporto. Una stima destinata a crescere per l’anno prossimo, anche perché molti diportisti stranieri erano rimasti purtroppo alla notizia dell’insabbiamento del Canale Stombi.
Il complesso nautico balneare, armoniosamente inserito tra i canali che collegano le lagune al mare, il porto turistico più grande del Mediterraneo, paradiso dei diportisti con oltre 2800 posti barca, ridiventa dunque centrale nello sviluppo turistico calabrese. Un esempio positivo di cooperazione interistituzionale, quindi, quello stabilito tra il Comune cassanese e il Consorzio di Bonifica.
I Laghi di Sibari furono realizzati dalla bonifica d’una palude per volontà d’imprenditori friulani a metà degli anni Settanta. All’inaugurazione del complesso, tutti i proprietari di ville erano friulani, ma, col passare del tempo, diminuì il numero dei proprietari provenienti da questa regione sostituiti in parte da acquirenti sibariti e napoletani. Nel 2000 e nel 2002 i Laghi di Sibari hanno ottenuto la “Bandiera blu”. Attualmente l’intero complesso è costituito da quattro penisole, ognuna delle quali comprende tra le trenta e le cinquanta ville. La darsena interna è accessibile attraverso un grande canale che termina con porte d’acciaio.

