Su disposizione dei giudici oggi Ilenia e Desirè lasceranno la Calabria per una destinazione segreta. L’appello di Corbelli
Oggi le due sorelline del piccolo Nicola “Cocò” Campolongo – il bambino di tre anni di Cassano Jonio ucciso e bruciato, nel gennaio del 2014, insieme al nonno e ad una giovane donna marocchina – saranno tolte alla loro famiglia e prelevate dalle assistenti sociali nella struttura religiosa che li ospita da un anno e mezzo insieme ai tre cuginetti, figli della sorella della mamma del piccolo Cocò, Simona Iannicelli attualmente in carcere, e a due zii, uno dei quali, Giuseppe Iannicelli, ancora minorenne.
Le due bambine lasceranno la Calabria per una destinazione segreta, per motivi di sicurezza ignota finanche ai genitori, Nicola Campolongo (da pochi mesi agli arresti domiciliari) ed Antonia Iannicelli (da alcuni mesi di nuovo in carcere a Castrovillari per scontare una vecchia condanna per droga).
Ne dà notizia il leader del movimento “Diritti civili” Franco Corbelli (in foto proprio con le piccole Ilenia e Desirè): «È arrivato un giorno di nuovo grande dolore per la famiglia del piccolo Cocò, che ho sperato e lottato non arrivasse mai – afferma – c’è ancora solo qualche ora per sperare nel miracolo, in un atto dei giudici non solo di giustizia giusta e umana, ma di coscienza e di pietà: supplico i giudici del Tribunale per i minorenni di Catanzaro, il cui operato doverosamente rispetto, di fermarsi, di sospendere il provvedimento, di non separare le bambine dai loro genitori e di lasciare le due sorelline dove sono, o quantomeno, se ci sono ragioni di sicurezza, di non smembrare la famiglia e di consentire che insieme alle due sorelline vengano trasferiti in questa località segreta fuori dalla Calabria anche i tre cuginetti e i due zii; quello che bisogna assolutamente scongiurare – insiste Corbelli – è il distacco traumatico delle due bambine non solo dai loro genitori ma finanche da quel nucleo familiare, i tre cuginetti e i due zii, che da un anno e mezzo costituisce oramai la loro famiglia. Io voglio ancora sperare – conclude Corbelli – che questa mia umanissima richiesta venga accolta e che si eviti un epilogo così traumatico e doloroso che potrebbe avere conseguenze drammatiche».
Corbelli lancia dunque l’ennesimo forte appello per la difesa d’un diritto civile. Sarà accolto da parte dei giudici del Tribunale per i minorenni?

