I vertici della regione Calabria erano al corrente sin dal 26 settembre che il migliore perdente tra i candidati a governatore sarebbe rimasto fuori dal Consiglio. La circostanza viene fuori da un verbale del ministero dell’Interno che è rimasto fin qui abbastanza riservato. In pratica il documento in questione, che consta di cinque pagine, conterrebbe il resoconto di una riunione tenutasi a Roma presso la sede del ministero degli interni tra i rappresentanti del ministero stesso e funzionari della regione. Nel corso di quella riunione i rappresentanti del dicastero guidato da Angelino Alfano chiesero ai funzionari della regione Calabria di spiegare più nel dettaglio le norme che erano state varate l’11 settembre dal Consiglio regionale e che facevano riferimento proprio alle elezioni per il rinnovo del consiglio stesso. Secondo quanto riportato nel documento i funzionari ministeriali ricevettero da quelli regionali risposte esaurienti a ogni quesito posto, soprattutto sulla ripartizione dei seggi, soglie di sbarramento e abolizione del voto disgiunto. Così come i funzionari regionali spiegano nel dettaglio quello che succede nei confronti dei candidati a premier perdenti: la nuova legge elettorale abolisce la previsione che fino alla scorsa legislatura assicurava un seggio al miglior perdente tra gli aspiranti presidente. In pratica i funzionari regionali spiegarono in quella circostanza che alle prossime elezioni (quelle che poi si sono tenute il 23 novembre scorso) non si sarebbero verificate quelle condizioni che portarono Nuccio Fava nel 2000, Sergio Abramo cinque anni più tardi e ancora Agazio Loiero nel 2010 ad entrare a far parte del Consiglio regionale pur se sconfitti. Quindi quanto accaduto all’indomani delle elezioni del 23 novembre scorso con tutta la manfrina legata all’ingresso o meno di Wanda Ferro in consiglio al posto di Ennio Morrone, era del tutto inutile, perché i funzionari della regione Calabria sapevano già come sarebbe andato a finire. Purtroppo anche in questa circostanza la nostra regione ha perso la ghiotta opportunità di finire sulle prime pagine dei quotidiani nazionali e non solo per la vittoria di Oliverio e di tutti coloro che andranno a fare parte del consiglio, invece, ancora una volta, tutti noi abbiamo fatto davvero una brutta figura. E’ pensare che quanto detto dai funzionari regionali il 26 settembre a Roma ai rappresentanti del ministero degli interni, gli esponenti del Movimento 5 Stelle lo avevano capito per tempo facendo candidare Cono Cantelmi, non solo come presidente, ma anche come consigliere comunale nella circoscrizione Catanzaro-Crotone-Vibo.
Giacinto De Pasquale

