“Zia Linuccia”, 78 anni, aveva cresciuto la sua Franca come una figlia prima che si sposasse con l’amatissimo marito morto insieme a lei
“Zia Linuccia” Iacino l’aveva cresciuta quasi come fosse una figlia quella sua sorella più piccola di lei di nove anni.
“Zia Linuccia” ha 78 anni ed è in ottima salute: fino a martedì pomeriggio era pure una donna allegra e gioviale.
Sensi spazzati via da quella terribile serata di lunedì andata in scena a centinaia di chilometri dalla sua Corigliano Calabro, in quella frazione Leivi di Chiavari, nel genovese, dove da oltre un trentennio s’era stabilita la sua sorella prediletta Franca, di 68 anni, travolta insieme al suo amatissimo marito d’origini pugliesi, Carlo Arminise, di 73, dalla frana di quel costone di collina staccatosi dal retro della loro abitazione, una villetta che la coppia s’era costruita qualche anno dopo essersi definitivamente stabilita in Liguria dopo alcuni anni d’emigrazione in Svizzera.
L’ultima volta che Franca era stata in Calabria, nella cittadina del cosentino dov’era nata, fu circa tre anni fa. Una vacanza di diversi giorni. E in quell’occasione, insieme al marito, volle riunire tutta la sua famiglia, fratelli, sorelle e nipoti, invitandoli a pranzo in un buon ristorante della città.
“Zia Linuccia” negli anni scorsi era andata diverse volte coi suoi figli a trovarla in quel di Chiavari, dove la sorella preferita mandava avanti insieme al marito una stazione di rifornimento carburanti. Ricordi. E nell’album dei ricordi ci doveva essere pure una nuova vacanza di Franca, già programmata per la prossima primavera, dai suoi parenti a Corigliano Calabro. Ma qui, purtroppo, Franca non la vedranno più.
“Zia Linuccia” proprio in questi giorni doveva spedirle un pacco con “cose buone” di Corigliano: clementine, olive, olio, conserve.
Tutto finito tra le macerie della villa di Leivi.
Nella serata di lunedì, un paio d’ore prima della tragedia, “Zia Linuccia” aveva telefonato la sua Franca – si sentivano ogni sera – e questa s’era lamentata di non poter seguire la loro serie televisiva preferita, “Segreti”, a causa dell’assenza di segnale dovuta al maltempo che flagellava la sua zona.
“Zia Linuccia” dopo la puntata aveva quindi provato a telefonare la sorella per “raccontargliela”.
Ma dall’altro capo del filo né lei né il cognato Carlo ha risposto.
Ogni altro tentativo di mettersi di nuovo in contatto con la sorella le è stato vano.
Dopo il ritrovamento dei due corpi senza vita sotto le macerie, il sostituto procuratore di Genova, Biagio Mazzeo, ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo. Ad essere “incriminato” è il muro di contenimento eretto dinanzi al costone franato, che non ha retto la furia del maltempo che ha strappato per sempre Franca a “Zia Linuccia”…

