In centinaia stanno assediando l’ambulatorio del distretto sanitario ma il Ministero della Salute ha già da tempo fornito rassicurazioni ufficiali
Ritirati ufficialmente alcuni lotti di vaccino contro il “Meningococco C” prodotti dalla Nuron Biotec, multinazionale del farmaco olandese che ha segnalato all’interno delle fiale del vaccino Meningitec la presenza d’un corpo estraneo color arancio rossastro identificato come ossido di ferro e acciaio inossidabile: «nelle more del ritiro, i lotti non potranno essere utilizzati».
La notizia si diffonde rapidamente tra i genitori dei bambini tra il primo e il secondo anno d’età residenti a Corigliano Calabro.
E nella mattinata di ieri s’è registrato un vero e proprio assedio presso l’ambulatorio per le vaccinazioni del locale distretto dell’Azienda sanitaria provinciale.
Centinaia risultano in città i bambini vaccinati attraverso il farmaco contenuto in quei lotti “incriminati” dalla stessa casa produttrice.
E centinaia i genitori in fila, preoccupatissimi: una vera e propria “psicosi”.
Sulla questione, l’Agenzia del farmaco del Ministero della Salute (Aifa) ha già diffuso diverse note ufficiali, a partire dallo scorso 13 ottobre.
L’Aifa, a seguito degli approfondimenti effettuati, il 16 ottobre ha emesso un comunicato in cui dichiara che «il ritiro del vaccino Meningitec è dovuto alla presenza di un particolato color arancio rossastro, identificato come micro residui metallici, in alcune siringhe».
L’Aifa ha poi effettuato una valutazione sulla documentazione di sicurezza disponibile relativa ai potenziali effetti che sarebbero potuti derivare dall’impiego di queste siringhe.
I tre aspetti principali oggetto di valutazione, in considerazione della presenza di particolato, hanno riguardato: la reattività locale nel sito di iniezione; le reazioni avverse legate alla presenza del ferro e/o alla sua tossicità; le gravi reazioni da ipersensibilità (anche eventuali reazioni anafilattiche).
Dall’analisi delle informazioni disponibili, inclusa la documentazione fornita dalla ditta, non sembrano emergere evidenze di reazioni avverse particolari ricollegabili allo specifico difetto di qualità dei lotti ritirati in Italia.
Tale valutazione è stata sottoposta all’esame della Commissione tecnico scientifica dell’AIFA nella seduta del 21-23 ottobre scorso, e la stessa ha confermato che «dai dati non emerge nessun segnale di sicurezza, né sono dimostrate reazioni avverse particolari ricollegabili allo specifico difetto di qualità che ha portato al ritiro cautelativo dei lotti in Italia».
Già, ma cosa è stato risposto alle centinaia di genitori in fila presso l’ambulatorio per le vaccinazioni di Corigliano?
Solo notizie frammentarie da parte dei medici di turno, i quali hanno controllato i libretti di vaccinazione dei bambini per constatare se, effettivamente, per questi era stato usato uno dei lotti ritirati.
Dopo pressanti insistenze da parte degl’interessati (ad alcune mamme era stato comunicato che il vaccino effettuato sui loro bambini risultava appartenente a un lotto ritirato), i medici hanno deciso di rilasciare a tutti una certificazione recante il numero di lotto del vaccino attestante che i bambini sono stati sottoposti al vaccino appartenente ai lotti ritirati.

