I proprietari dei terreni annunciano azioni legali contro le “cartelle pazze” notificate in queste settimane. I casi di Bazìa e Torre Voluta a Corigliano
Servizi di bonifica e miglioramenti fondiari non resi da lustri e terrorismo psicologico nei confronti dei proprietari dei terreni coltivati attraverso l’emissione e l’invio di cartelle esattoriali da parte del Consorzio di bonifica integrale dei bacini jonici cosentini.
E’ quel che accade da alcune settimane nei comuni dell’intero territorio della Sibaritide.
Abbiamo constatato la situazione che in questi giorni sta mandando i nervi a fior di pelle agli agricoltori della Piana sibarita.
Ci siamo recati tra le contrade Bazìa e Torre Voluta, in agro di Corigliano Calabro.
Ed ecco lo stato fotografico relativo ai fossi di scolo delle acque irrigue, quelli, per intenderci, che il Consorzio dovrebbe periodicamente bonificare.
I canali praticamente non sono neppure visibili, tanta è la vegetazione che li avvolge e li ottura unitamente a materiali di risulta che i soliti “pirati” dell’ambiente v’abbandonano con frequenza costante.
Le cartelle esattoriali del Consorzio con le voci “bonifica” e “miglioramento fondiario” però arrivano lo stesso e sono salatissime.
Si tratta di centinaia e centinaia di euro, a volte migliaia, dipende dall’estensione dei terreni cui le cartelle si riferiscono.
«A Bazìa e Torre Voluta – ci dicono i proprietari dei vari appezzamenti di terreno coltivati perlopiù ad agrumi – sono almeno dieci anni che gli operai del Consorzio non muovono un dito, e si vede chiaramente».
Annunciano perciò azioni legali contro l’emissione delle cartelle di pagamento per le bonifiche e le migliorie.
Sulla questione delle cosiddette “cartelle pazze” nei giorni scorsi era intervenuto pubblicamente e politicamente il presidente provinciale della Confederazione italiana agricoltori Calabria Nord, Natalino Gallo, chiedendo trasparenza e chiarezza sulla gestione delle attività in capo al Consorzio.
«Stiamo ricevendo numerose segnalazioni riguardanti le cartelle notificate da “Area riscossione” per conto del Consorzio di bonifica integrale dei bacini jonici cosentini ed è in atto un vero e proprio terrorismo psicologico nei confronti degli agricoltori della Sibaritide; le lamentele sono tante così come tanta è l’esasperazione degli associati, molti dei quali non hanno neanche i mezzi economici per contestare le cartelle e far valere i loro diritti».
Molti agricoltori evidenziano con preoccupazione anche una serie di “errori di calcolo” relativi agl’importi delle cartelle, che lasciano non pochi dubbi sull’attuale gestione amministrativa del Consorzio di bonifica integrale dei bacini jonici cosentini.

