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Alarico al Primo Raduno dei Fantasmi Calabresi: respinge la Provincia

Posted on Ottobre 4, 2014 By Redazione

Nella sfavillante cornice del cimitero di Utopia si è svolto il Primo Raduno dei Fantasmi Calabresi. A far da padrone di casa ed a regolare l’accesso c’era Alarico sul suo famoso cavallo bardato in oro zecchino. Qualche complicazione al cancello. La Provincia, che con regolamentare lenzuolo da fantasma voleva entrare, è stata respinta dallo stesso Alarico: «Tu non sei affatto morta, sei viva e vegeta. Non ti voteranno più i cittadini, ma niente è cambiato.»
Lo stesso Re, agitando lo spadone (sempre d’oro zecchino), ha dovuto impedire l’ingresso anche ad un gruppo di amministratori pubblici e consiglieri (sic) comunali che, sventolando un falso certificato di morte presunta, rilasciato, dicevano, non essendo più stati visti in giro fin dal tempo delle ultime elezioni, volevano entrare per ingozzarsi dei succulenti polli, abbacchi e galline arrosto che avevano adocchiato sul sontuoso buffet allestito all’interno. Sono stati smascherati dal monarca, grazie allo scintillare delle tre file di denti affilati e triangolari, da lui astutamente intraviste mentre già si leccavano i baffi.
Durante il convegno, affollatissimo, è stata molto apprezzata la dotta relazione di Pitagora. Ha destato interesse, in particolare, la sua spiegazione di una corposa variante matematica, secondo la quale zero, meno dieci, potrebbe fare più venti.
Alcuni rappresentanti del governo, collegati in videoconferenza, dopo un vistoso sobbalzo sulle loro poltroncine di cachemire, hanno freneticamente preso appunti sulla questione, del resto già anticipata mesi fa, in anteprima mondiale, dal ministro competente.
Mentre Diogene (intrufolatosi senza invito), in sala, si aggirava incessantemente con la sua lanterna in mano, alla ricerca, sempre invano, di un “uomo”, Tommaso Campanella, dal palco, in primis ribadiva il suo pensiero sul fatto che tutte le cose hanno una loro sensibilità, anche se non hanno, bocca per parlare, occhi per vedere ed orecchie per sentire (quest’ultime due, erano un chiaro riferimento ad alcuni politici).
Poi affrontava la questione dell’arte di governare. “Visto”, ha esclamato, riaffermando la sua nota teoria,”che non è possibile realizzare una società nella quale si assicurino la giustizia e l’uguaglianza, e quindi il Lavoro (che era presente in sala, morto stecchito, accanto alla Crescita Economica; NdR), che è alla loro base, tanto vale accontentarsi di sognarla, questa bella Città del Sole.
I politici (quelli ancora vivi), tutti sintonizzati nelle loro auto blu sul canale radio che trasmetteva in diretta l’importante assise, lanciarono un Hurrà! Avevano finalmente in mano la carta filosofica per accontentare le platee degli elettori: nulla sarà realizzato, tutto sarà semplicemente sognato. Ma anche questo avanzato pensiero era già stato espresso, qualche mese prima, in prima mondiale, dal ministro competente.
L’ultimo intervento, molto atteso, quello di uno ‘ndranghetista massacrato tempo addietro da un suo compare, al quale aveva imprudentemente voltato le spalle, è iniziato così: «Mje grixsi hunduri fhersjie!» Al quel punto, essendo iniziata la diretta tv, il regista ha dovuto inserire i sottotitoli del 777 per non udenti, scanditi da un traduttore simultaneo (‘ndranghetista pentito). «…Ma quali sogni e sogni! Bisogna che agevoliamo di far fare le Grandi Opere, così gli amici giù dabbasso possono ricominciare a mangiare!».
A queste parole il Lavoro e la Crescita Economica si sono diretti all’uscita in vista di una loro imminente reincarnazione. «Dove vai? Dove vai Lavoro? Non dicevo a te! Dicevo gli “amici e amici degli amici”! Illuso, cretino, rimettiti seduto!»
La Ripresa Economica è stata invece lasciata andare, visto che alcune losche attività sono state, di recente, giustamente inserite tra i calcoli del PIL.
Mentre l’Ambiente, la Cultura ed il Turismo, putrefatti da tempo e seduti in tredicesima fila con pesanti catene al collo, si sono sciolti in lacrime pensando ai nuovi insopportabili fardelli che gli avrebbero a breve affibbiato.
Giù dabbasso, gli amici, e gli amici degli amici, hanno cominciato subito a leccarsi i baffi.
Il prossimo raduno è stato fissato per subito dopo le elezioni, quando sarà accolta trionfalmente tra il consesso dei fantasmi, anche la Speranza.
Associazione Culturale Jonica

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