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Trebisacce: di Autostazione non se ne parla più

Posted on Settembre 2, 2014 By Redazione

Viene usato come parcheggio, come fermata-autobus, come strada alternativa a via Lutri, finanche come pista per elicotteri (nella foto) ma, a distanza di anni dal suo cambio di destinazione da parte delle Ferrovie dello Stato, rimane per tutti una landa deserta e inospitale. Parliamo dell’ex piazzale ferroviario “Willy Brandt”, che sorge in pieno centro abitato, a margine della ferrovia e che, dopo aver svolto per lunghi anni, quando le stazioni svolgevano appieno le proprie funzioni, il compito di piazzale-merci, è stato liberato dalla barriere e concesso in comodato d’uso al comune con la prospettiva che potesse diventare una bella e accogliente auto-stazione per gli autobus. Però se ne parla ormai da anni: le stagioni si avvicendano velocemente esponendo i passeggeri ai rigori dell’inverno ed alla canicola dell’estate e della trasformazione di piazzale Willy Brandt in una moderna autostazione per i pulman non se ne parla. Eppure Trebisacce, a conferma della sua posizione baricentrica rispetto a tutto il comprensorio, è capolinea di un gran numero di corse di autobus che, oltre a tutti i 17 comuni del circondario, collegano la cittadina jonica con le principali città del centro-nord (Roma, Torino, Milano, Bologna, Firenze, Livorno, Genova, Venezia, Perugia…) e tantissima gente, specie dopo l’inopinata morìa dei treni, si trova a stazionare sul piazzale Willy Brandt. Così, cambiata l’amministrazione comunale, i cittadini, ignorando come stanno realmente le cose e non valutando compiutamente le condizioni di cassa del comune, tornano all’attacco e tornano a chiedere come mai non si realizza un’opera di cui si avverte estrema necessità. Un’autostazione con pensiline, con wc, con biglietterie, magari con gli orari delle partenze degli autobus riportati su schermi digitalizzati e con i normali esercizi commerciali che di solito nascono spontaneamente nelle vicinanze delle autostazioni (edicole, bar, tabaccherie…). In realtà il progetto è in piedi fin da quando RFI ha abbattuto le barriere che dividevano il piazzale dal centro urbano e lo ha concesso in comodato (non gratuito) al comune. La stessa azienda SAJ che gestisce tutti i suddetti collegamenti si era attivata per far redigere un bel progetto ed era pronta ad intervenire sinergicamente con le istituzioni per realizzare un’opera che, oltre ad accogliere più dignitosamente i passeggeri, desse una bella immagine della cittadina jonica a quanti utilizzano gli autobus e si trovano a passare per Trebisacce. L’intoppo che tuttora impedisce la realizzazione dell’opera sta nel fatto che Trenitalia, dopo essersi adoperata per liberalizzare il vasto piazzale che in realtà ha contribuito a decongestionare il traffico cittadino, nonostante le tante pressioni, si ostina a non voler accordare alla SAJ una concessione “pluriennale” tale da giustificare il necessario investimento. Un braccio lungo, insomma, per togliere i treni ed uno corto per venir incontro alle esigenze dei cittadini. 
Pino La Rocca

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