Mentre il Giudice pronunciava la sentenza, tutto pareva essersi fermato. Le sue parole risuonavano nell’aula come se fossero fuori dal tempo e dallo spazio, quasi rimbombavano come eco nelle valli. Un’eco che è uscita da quell’aula ed è risuonata fuori da essa, raggiungendo uomini e donne di ogni parte,  entrando nella mente e richiamando a sé la disperazione di chi visse i giorni della morte di Fabiana.  Ci sono attimi in cui senti che succede qualcosa che non dimenticherai, i sentimenti e le emozioni che provi accompagneranno per sempre il ricordo di quel momento, si fissano dentro di te. La tragica storia di Fabiana, da quando si diffuse la notizia della sua scomparsa, del ritrovamento del suo corpo martoriato, della scoperta dell’orrenda verità di quello che era accaduto, non può essere dimenticata, si è impressa nella mente e non si cancella. Eco che continua perpetua ad urlare il suo strazio.
La condanna è stata di 22 anni e mezzo. Nulla ripaga di una perdita come la morte di Fabiana. Nulla risarcisce un danno irreparabile. Nulla restituisce quello che si è perso per sempre. Proprio per questo  è necessario che  la Giustizia renda meno insopportabile l’angoscia. Che dia conforto e speranza. Che aiuti a ricercare-riscoprire senso al Vivere Comune e a sentirsi membri di una Comunità che accoglie, partecipa ed è solidale con la tua sofferenza.  Che sia da incoraggiamento alle tante persone che  quotidianamente  si impegnano affinché NON SIA MAI PIU’…
E’ necessario che faccia da sottofondo al sentimento di dolore.

Centro Antiviolenza Fabiana