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Alto Jonio: autovelox usati come bancomat dai Comuni ?

Posted on Gennaio 28, 2014 By Redazione

I comuni battono cassa? I cittadini sono già spremuti come limoni e non si può più azionare la leva fiscale? Ecco allora pronto il proprio autovelox, da collocare possibilmente dove il traffico è più intenso, in grado di rastrellare risorse per garantire la liquidità necessaria a puntellare i bilanci degli enti a danno degli ignari automobilisti. Così anche i comuni di Montegiordano e Trebisacce, per mettersi alla pari di tutti gli altri, si stanno attrezzando per dotarsi del proprio “bancomat” in grado di fare cassa senza “mungere” i propri cittadini. E la S.S. 106 che corre lungo l’Alto Jonio, sia quella resa più sicura perché trasformata a quattro corsie con spartitraffico, sia quella più pericolosa che ancora utilizza l’angusto tracciato realizzato nel primo dopoguerra, viene sempre più presidiata dai cosiddetti dissuasori della velocità che in realtà perseguono due obiettivi: quello di rendere la strada più sicura e quello di rastrellare, di giorno e di notte, denaro sonante per impinguare le asfittiche casse dei comuni. Ed agli amministratori di questi comuni non fa paura neanche investire oltre 100mila euro per acquistare, o noleggiare, un complesso sistema fisso di rilevazione delle velocità con annesso sistema informatico di rilevamento e di gestione del procedimento sanzionatorio, tanto dal futuro e copioso fatturato si potranno in poco tempo ammortizzare i costi e drenare abbondanti risorse a favore dei comuni. Nel gergo corrente vengono definiti “tutor”. Ma “tutor” di chi? Si chiedono gli utenti della strada. Della sicurezza degli automobilisti, o della sopravvivenza dei comuni? Quasi tutti i centri dell’Alto Jonio che gravitano lungo la litoranea, da Villapiana a Rocca Imperiale, ne hanno fatto largo uso finora e in alcuni di essi l’entrata proveniente dall’autovelox si è rivelata la voce più attiva del bilancio comunale. Ma c’è anche chi frequenta abitualmente il corridoio jonico per raggiungere l’Autostrada Adriatica guarda all’Alto Jonio come ad una zona minata dagli autovelox e, se potesse, farebbe volentieri un percorso alternativo per evitare le insidie dei cosiddetti dissuasori di velocità che ormai stanno nascendo come funghi anche dove l’arteria è stata allargata e resa più sicura. Dopo Rocca Imperiale, che ha investito circa 120mila euro per dotarsi di un tutor fisso a raggi infrarossi per funzionare anche di notte, anche il comune di Trebisacce, come ha rivelato di recente il sindaco Franco Mundo, ha già ricevuto il “nulla osta” e si sta attrezzando per non essere da meno degli altri. Ma la notizia più allettante è quella che viene dal comune Montegiordano che, avendo perso, con la realizzazione delle 4 corsie e delle gallerie,  l’opportunità del proprio bancomat sulla vecchia 106, si sta attrezzando per installare il proprio tutor nel tratto che precede le gallerie. Nei giorni scorsi è stato pubblicato un Bando pubblico per dotare il comune di un complesso sistema di rilevamento, con annesso sistema sanzionatorio a gestione esternalizzata, in modo da sgravare il comune dalla gestione diretta del tutor e di ricavare solo denaro contante per il proprio bilancio.
Pino La Rocca

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