Sulla linea ferroviaria jonica sarà ripristinato finalmente il Crotone-Milano con corsa diretta e senza cambi di treni. Parola dell’assessore regionale ai Trasporti Luigi Fedele che questa volta vuole mantenere fede ad un impegno precedentemente assunto. Si tratta del mitico treno notturno a lunga percorrenza che, a partire dal primo dopoguerra, ha svolto il compito di cordone ombelicale tra la Calabria Jonica ed il nord-Italia garantendo la mobilità pubblica alle migliaia di meridionali che si sono trasferiti per ragioni di lavoro nel nord-Italia. Le intenzioni del responsabile del Dipartimento-Trasporti della regione Calabria questa volta sono quelle di evitare le scorciatoie e di ripristinare il Crotone-Milano con corsa diretta, con carrozze in partenza dalla Calabria e arrivo a Milano e anche a Torino. E sarebbe veramente ora, perché tale impegno è stato più volte assunto dall’assessore ai Trasporti Luigi Fedele senza essere però mai concretizzato in modo appropriato. Questa volta il solenne annuncio, da parte dello stesso componente dell’esecutivo regionale, è stato assunto lunedì scorso nei confronti della delegazione di sindaci e studenti dell’Alto Jonio recatisi a Catanzaro per perorare la causa della riduzione dei biglietti e degli abbonamenti del trasporto pubblico locale, il cui costo negli ultimi mesi è lievitato di circa il 25% divenendo praticamente insostenibile per tante famiglie i cui bilanci vengono erosi giorno per giorno dalla perdurante crisi economica. Sul costo dei biglietti l’assessore non ha potuto dare rassicurazioni positive avendo sostenuto che per legge il costo dei biglietti del trasporto pubblico locale deve essere parametrato su scala nazionale. Al sindaco di Trebisacce Francesco Mundo, che nel corso dell’incontro, a nome dei colleghi sindaci e delle popolazioni del comprensorio, ha chiesto il ripristino del Crotone-Milano che lo stesso Fedele aveva assicurato per giugno 2013, lo stesso assessore ha ribadito la volontà di riattivare il treno Intercity-notte Crotone-Milano, questa volta però con corsa unica e senza cambi di treno come avviene adesso. La qual cosa, e lo sanno bene i viaggiatori che ne fanno uso per raggiungere il nord-Italia, obbliga i passeggeri diretti al nord a scendere dal treno, con armi a bagagli e spesso in orari impossibili, per transitare su altri convogli. Cosa che succede solamente a Taranto per chi è diretto a Milano e succede invece sia a Taranto che a Piacenza per chi è diretto a Torino o nelle altre città del Piemonte. Cosa, questa, non certo agevole, specie quando al seguito ci sono anziani e bambini, quest’ultimi svegliati alle quattro del mattino per cambiare treno. La triste verità è che il costo dei biglietti del trasporto pubblico gestito in tandem dallo Stato e da Trenitalia continua a crescere ogni giorno, mentre la qualità dei servizi continua a peggiorare. A farne le spese, più degli altri, sono gli utenti della linea jonica ed in particolare quelli dell’Alto-Basso Jonio e della Sibaritide che, se non ci fossero gli autobus privati, risulterebbero completamente isolati e tagliati fuori dal resto dell’Italia. Qui i treni a lunga percorrenza sono scomparsi da tempo, mentre quelli regionali e interregionali sono ormai transitati dalla rotaia alla gomma, con tutti i problemi annessi e connessi, tra cui, da non sottovalutare, la pericolosità della S.S. 106 jonica. Per fortuna a risolvere le gravi lacune della mobilità pubblica, nella quale i treni sono andati incontro ad una sistematica e inesorabile morìa, ci hanno pensato le aziende private che, attraverso l’istituzione di nuove corse di autobus a lunga percorrenza, assicurano i collegamenti con il resto dell’Italia, assicurando, con costi anche più ridotti rispetto alle ferrovie, confort di viaggio e sicurezza sempre migliori. Ma allora, ci si chiede sempre più soesso, non è meglio smobilitare i binari e affidare tutto al privato? La domanda è provocatoria ma forse non del tutto fuori luogo, anche perché ci si libererebbe dall’ingombro del rilevato ferroviario.
     Pino La Rocca