Dramma della disperazione, solo per caso senza danni alle persone, quello consumatosi ieri mattina  presso il municipio del “Paese della Secca”: un giovane del luogo A. Z. (Angelo Zinna), 37 anni, disoccupato da tempo e con moglie e due figli a carico, preso dallo sconforto per le gravi difficoltà economiche, si è recato di buon ora (attorno alla 8.30) presso il comune armato di un’ascia per chiedere un sussidio temporaneo o un’opportunità di lavoro e, non essendo stato accontentato anche perché a quell’ora non c’era nessuno degli amministratori, accecato dalla rabbia e in preda alla disperazione, l’uomo è andato in escandescenza e si è scagliato contro tutto quello che gli capitava davanti seminando il panico tra gli impiegati che si sono rifugiati in uno stanzino, distruggendo a colpi di macete porte, finestre, scrivanie, sedie, computer e fotocopiatrici e mandando in frantumi gran parte delle vetrate di un palazzo comunale pressoché nuovo perché realizzato solo da alcuni anni e che è stato messo letteralmente a soqquadro. Solo per un caso fortuito l’episodio non è sfociato in tragedia perché gli impiegati del comune, in buona parte donne, resisi conto delle brutte intenzioni del giovane, si sono asserragliati in un locale di sgombero chiudendosi all’interno e nessuno di loro ha osato affrontare a mani nude l’uomo che risultava armato di un’ascia e che infieriva contro il suo municipio che, in un momento di disperazione e di rabbia, forse per lui rappresentava lo Stato. Se qualcuno di loro avesse osato affrontarlo per disarmarlo probabilmente ne avrebbe pagato le conseguenze. Dal di dentro qualcuno però ha avvertito i Carabinieri della Stazione di Roseto Capo Spulico che sono giunti sul posto in pochi minuti agli ordine del Maresciallo Marco Carafa. Non è stato facile neanche per loro interrompere la furia devastatrice dell’uomo che comunque in pochi minuti è stato ridotto alla ragione e subito arrestato. Sul posto nel frattempo sono arrivati gli amministratori, i Vigili del Fuoco Volontari di Trebisacce e l’èquipe del 118 dal CAPT di Trebisacce che gli ha prestato i primi soccorsi. Il giovane disoccupato, con le manette ai polsi e scortato dall’auto dei Carabinieri è stato trasferito in ambulanza all’ex ospedale di Trebisacce. Qui i medici del PPI lo hanno medicato per le ferite, le escoriazioni superficiali che aveva riportato soprattutto nel contatto con le schegge dei vetri e, dopo avergli ridotto e steccato una piccola infrazione ad un dito, lo hanno riconsegnato ai Carabinieri che, d’intesa con la Procura della Repubblica, lo hanno condotto presso la Casa Circondariale di Castrovillari a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo indiscrezioni l’uomo nei giorni scorsi si era più volte recato al comune per chiedere un sussidio, anche perché la moglie che prima aiutava la famiglia a sopravvivere facendo servizi a domicilio, si era dovuta arrendere perché colpita da un infarto. Cosa che, probabilmente, ha contribuito ad offuscare la mente al giovane padre disoccupato.     
     Pino La Rocca

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