La magia dell’imperfezione conquista la Calabria: applausi e commozione per Paolo Ruffini e il suo “Din Don Down”.
Una ventata travolgente di energia pura, risate intelligenti e una profonda, autentica riflessione sul senso della vita. Il debutto calabrese di “Din Don Down”, lo spettacolo capitanato da Paolo Ruffini insieme alla compagnia di attori con sindrome di Down e disabilità, ha regalato a Corigliano-Rossano (Co-Ro) una serata destinata a rimanere scolpita nella memoria del pubblico.
Non si è trattato di un semplice spettacolo teatrale, ma di una vera e propria celebrazione dell’umano. Al centro della scena non ci sono filtri né finzioni, ma la bellezza dirompente dell’imperfezione: quella fragilità che, spogliata di ogni pietismo, si trasforma nel più grande dei punti di forza e nella forma più pura di unicità.
Attraverso un ritmo incalzante, momenti di spassosa improvvisazione e passaggi dal profondo valore emotivo, il cast ha travolto il teatro abbattendo con la sola forza dell’ironia ogni barriera linguistica e culturale. Paolo Ruffini guida la scena con empatia e complicità, lasciando che siano la spontaneità e la genuinità dei suoi compagni di viaggio a brillare e a conquistare la scena.
Il finale è stato un trionfo da record: oltre cinque minuti di standing ovation ininterrotta e un lungo, caldissimo abbraccio da parte della platea calabrese, che ha visibilmente commosso lo stesso artista sul palco.
“Din Don Down” lascia un segno profondo: insegna che la diversità non è un limite da superare, ma una ricchezza da abbracciare, e che la vera perfezione risiede proprio nella capacità di ridere, commuoversi ed essere serenamente imperfetti. Una serata straordinaria che ha dimostrato quanto l’arte, quando è inclusione autentica, sappia scaldare il cuore e abbattere ogni muro.
Perché la vera disabilità non è in un cromosoma in più, ma nella capacità di chi non sa più guardare il mondo con gli occhi dell’amore e della spontaneità.
Anna Maria Schifino
