Alla vigilia del Consiglio comunale affiorano forti dubbi sulla delibera di Giunta. Russo (Udc): «Voterò contro»
“Prelevamento dal fondo di riserva ed assegnazione somma per i primi interventi urgenti a seguito dell’alluvione del 12 agosto, riconoscimento degl’interventi di somma urgenza eseguiti a seguito del nubifragio, ratifica della variazione d’urgenza al bilancio di previsione dell’esercizio 2015”. Sono questi i principali punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Corigliano Calabro convocato per domani alle 17.
Con l’assise civica che – così sembrerebbe – sarà chiamata ad assumersi la responsabilità politica ed amministrativa di qualche clamorosa “svista” da parte della Giunta retta dal sindaco Giuseppe Geraci. Vediamo. C’è la delibera n. 170 dell’esecutivo che riguarda gl’interventi di somma urgenza post-alluvionali per 290 mila euro che fa sorgere alcuni interrogativi.
L’articolo 191 del Testo unico sugli enti locali, al comma 3, prevede: “Per i lavori pubblici di somma urgenza, cagionati dal verificarsi d’un evento eccezionale o imprevedibile, la Giunta, qualora i fondi specificamente previsti in bilancio si dimostrino insufficienti, entro venti giorni dall’ordinazione fatta a terzi, su proposta del responsabile del procedimento, sottopone al Consiglio il provvedimento di riconoscimento della spesa con le modalità previste dall’articolo 194, comma 1, lettera e), prevedendo la relativa copertura finanziaria nei limiti delle accertate necessità per la rimozione dello stato di pregiudizio alla pubblica incolumità. Il provvedimento di riconoscimento è adottato entro 30 giorni dalla data di deliberazione della proposta da parte della Giunta, e comunque entro il 31 dicembre dell’anno in corso se a tale data non sia scaduto il predetto termine. La comunicazione al terzo interessato è data contestualmente all’adozione della deliberazione consiliare”.
La Giunta avrebbe dovuto deliberare per legge entro venti giorni dall’ordinazione dei lavori, quindi entro il 3 di settembre, e invece ha deliberato il 15 di settembre, quindi ben oltre il termine. Le relazioni allegate alla delibera sono tre, ma mentre la prima di 48.400 euro è protocollata e firmata dal responsabile di settore, la seconda, di 82.173 euro non è nè protocollata nè firmata dal responsabile di settore, e la terza, di 159.820 euro è firmata ma non protocollata. Le ordinanze, inoltre, non sono allegate alla delibera, e solo nella terza relazione si fa riferimento all’ordinanza relativa alla ditta Falvo di Castrovillari, mentre nelle altre due non si fa riferimento ad alcuna ordinanza. Sempre l’articolo 191 del “Tuel” stabilisce, al comma 4, che “Nel caso in cui v’è stata l’acquisizione di beni e servizi in violazione dell’obbligo indicato nei commi 1, 2 e 3 (e, nel caso di specie, sarebbe stato violato il comma 3), il rapporto obbligatorio intercorre, ai fini della controprestazione e per la parte non riconoscibile ai sensi dell’articolo 194, comma 1, lettera e), tra il privato fornitore e l’amministratore, funzionario o dipendente che hanno consentito la fornitura”. Se ne dedurrebbe che se i consiglieri comunali dovessero ratificare la delibera di Giunta anch’essi s’accollerebbero la responsabilità del rapporto obbligatorio, così come se la sono accollata il sindaco e gli assessori deliberando oltre il termine.
Laconico il commento del consigliere Cataldo Russo (Udc): «Disordine amministrativo ed incompetenza…». Il quale annuncia: «Io voterò contro». Già. Ma i suoi “colleghi” di maggioranza e di minoranza che faranno?
