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Cassano: tanta partecipazione alla fiaccolata contro la violenza e in memoria delle tre vittime

Posted on Gennaio 25, 2014 By Redazione

Tanta gente, ieri sera, è scesa in piazza, nonostante la pioggia, per partecipare alla fiaccolata, promossa dalla Diocesi e dall’Amministrazione comunale di Cassano allo Jonio, per dire NO alla violenza e per ricordare le tre vittime (Giuseppe Iannicelli, Ibtissam Taouss e il piccolo Nicola Campolongo) trovate bruciate in auto, domenica scorsa, in una zona impervia nel comune cassanese. Il corteo, dopo aver percorso le vie cittadine in silenzio religioso, ha fatto tappa nella Cattedrale in cui il padre Arcivescovo, S. E. Mons. Nunzio Galantino, ha voluto ringraziare tutte le autorità presenti e coloro i quali hanno preso parte alla simbolica fiaccolata. “Il buio nel quale è piombata la nostra comunità – ha sottolineato il presule cassanese nel corso del suo intervento – ha una causa precisa: la violenza. Un buio reso ancora più spesso e insopportabile dalla efferatezza con la quale ci si è accaniti sui corpi e, soprattutto, perché tra le vittime c’era un bimbo certamente innocente. Se stiamo qui stasera è per ritrovare la voglia di rimetterci in cammino e di trovare la luce in questo buio.”  Alla fiaccolata hanno preso parte, tra l’altro, il sindaco di Cassano, Giovanni Papasso, il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, il presidente della Commissione anti ‘ndrangheta della Regione Calabria, Salvatore Magarò, il consigliere regionale, Gianluca Gallo, il fratello di Giuseppe Iannicelli, ma anche diverse associazioni, unioni sindacali, studenti e semplici cittadini. “La fiaccolata di stasera – ha sottolineato il Vescovo Galantino – vuole dire che qui c’è gente che vuole contribuire, col proprio impegno, a vivere la vita buona del Vangelo, fatta di assunzione di responsabilità e di rispetto verso gli altri.” Commovente, poi, la lettera scritta da Antonia Iannicelli, mamma del piccolo Cocò Campolongo, la quale è stata letta in Cattedrale e che, in modo particolare, ha commosso tutti. “Sono la mamma di Nicola che il 16 gennaio 2014, in modo tragico e violento, ci è stato tolto al grande amore di noi familiari. Tramite questa missiva voglio soltanto esprimere ciò che il mio animo, anche se trafitto dal grande dolore, mi suggerisce che dobbiamo cambiare e dobbiamo sforzarci di non rispondere con la vendetta, ma con l’amore. Questi pensieri mi vengono di fronte alla parola di Dio e mi aiutano a capire il perché della morte del mio piccolo Cocò. Il mio cuore di mamma, poi, mi suggerisce di conservare nel mio animo il dolore di aver perso un figlio, ma di aver guadagnato un angelo che, sicuramente, non vuole che noi sulla terra continuiamo a farci del male. Non ci siano, perciò, più conflitti negli animi di noi grandi per non farli vivere ai nostri figli.” Un messaggio, quello di Antonia Iannicelli, che deve essere necessariamente preso in considerazione per riuscire a creare una società migliore. L’uccisione del piccolo Cocò, fin da subito e dopo la diffusione della notizia sui mass-media nazionali, ha destato tanta rabbia nell’intera popolazione calabrese e non solo. Una vicenda triste in cui tutti, ancora oggi, invocano giustizia. Non si può, al giudizio di molti, uccidere e bruciare un bambino di appena tre anni. Proseguono, intanto, le indagini degli inquirenti, oltre della Procura della Repubblica di Castrovillari e della Dda di Catanzaro, per fare piena luce sul tragico e feroce episodio.

ANTONIO LE FOSSE

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