A un anno e quattro mesi dall’insediamento dell’amministrazione comunale, il Movimento ArticoloVENTUNO di Cassano all’Ionio torna a confrontarsi con i cittadini con una riflessione critica sullo stato delle questioni cittadine. Secondo il movimento, sulle principali battaglie per cui si era speso e sulle urgenze per cui la città chiedeva un cambio di rotta, «tutto è drammaticamente fermo».
Il primo tema sollevato è quello della discarica, definito dal movimento «un tema che dovrebbe essere centrale» ma che, non essendo più nominato, «sembra quasi non essere mai esistito». Segue la questione del cimitero comunale, dove secondo ArticoloVENTUNO ci sarebbero più di 5.000 defunti in attesa di sepoltura, aggravata da un cantiere aperto da tempo che renderebbe difficile l’accesso ai propri cari.
Il movimento richiama poi la gestione del banco alimentare, sostenendo che, dopo le critiche mosse in passato, il metodo di distribuzione sarebbe rimasto sostanzialmente lo stesso. Sul fronte del personale comunale, ArticoloVENTUNO denuncia che tra trasferimenti, straordinari e riorganizzazioni continuerebbero a prevalere decisioni legate, a suo dire, a una «politica invadente».
Il movimento riferisce inoltre della presenza di alcuni soggetti che si piazzerebbero davanti agli uffici comunali «a raccogliere, filtrare ed indirizzare istanze, richieste e pratiche», definendo la situazione «una sorta di sportello politico parallelo». ArticoloVENTUNO chiede che l’ente si doti di «un Piano del personale serio, trasparente e programmato».
Critiche vengono mosse anche a quella che il movimento definisce «la compulsione social a trasformare la normalità in un evento da celebrare», citando come esempi la comunicazione relativa al taglio dell’erba, al lavaggio dei giochi nei parchi pubblici e all’installazione di dossi o lampioni. Il movimento segnala inoltre l’uso dei monitor pubblici e chiede maggiore trasparenza sulla gestione delle risorse destinate alle associazioni.
Sul centro storico, ArticoloVENTUNO parla di «un susseguirsi di criticità ed emergenze mai risolte», tenuto in vita, a suo dire, soprattutto grazie all’impegno volontario di alcuni cittadini. Il movimento cita poi la vicenda di Casa Serena come «il caso più emblematico», sostenendo che fin dall’inizio si sarebbe scelto di non esporsi sulla questione.
Infine, il movimento richiama il tema della tassa sui rifiuti, sottolineando che le tariffe sarebbero state confermate nonostante l’alta percentuale di raccolta differenziata del paese, riportando così Cassano, secondo ArticoloVENTUNO, «dentro quello stesso sistema che alla precedente amministrazione si criticava con parole durissime».
Il movimento conclude ribadendo di non avere «pregiudizi nei confronti di nessuno» e di essere pronto a riconoscere un’eventuale inversione di tendenza, ma esclude «il minimo margine per alcuna convergenza politica» fino a quel momento.
