Il movimento che da più di quindici anni si batte per la riapertura dell’ospedale Vittorio Cosentino di Cariati ha inviato una lettera al musicista Roger Waters, nato il 6 settembre 1943, in occasione del suo compleanno. Il gruppo, che si firma “the Cariati kids”, ricorda nel testo il sostegno che l’ex bassista dei Pink Floyd ha dato negli anni alla loro battaglia per la sanità pubblica.
«Caro Roger, come stai? Ti scriviamo da questo piccolo angolo di Calabria dove, da più di quindici anni, continuiamo a tenere accesa una luce. Siamo ormai il movimento più longevo del territorio. Il tempo passa anche da qui, eppure siamo ancora presenti e attivi».
«Nel 2021, quando sei venuto a sapere dell’occupazione dell’ospedale di Cariati, hai registrato un video che resterà per sempre nella nostra memoria e nella storia di questi luoghi e non solo: “Aprite l’ospedale di Cariati subito!”. In italiano, con la tua voce, con la tua faccia. Hai portato la nostra storia nel mondo».
«Poi sono arrivate le videochiamate, gli incoraggiamenti, la forza che ci hai dato. E il 21 aprile 2023, all’Unipol Arena di Bologna, il tuo grido davanti a decine di migliaia di persone: “Fuck nuclear weapons, we need money for hospitals in Calabria!”. Dopo il concerto, il nostro abbraccio».
«Hai detto che un giorno vorresti prendere l’automobile, venire a Cariati e stappare una bottiglia di vino con noi. E grazie al film C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando, alle capacità e all’amore per la vita di Federico, Mirko e Alessandro, questa vicenda è arrivata ovunque».
«Ti ringraziamo per il tuo impegno instancabile contro la guerra, per la tua voce che continua a denunciare ingiustizie, per i tuoi lavori recenti che ricordano al mondo che la pace è un dovere».
«In questi anni abbiamo conosciuto persone che ci hanno sostenuto in Calabria, in Italia e nel mondo. E persone che hanno provato a sfruttare il momento. Fa parte della lotta. Ovunque andiamo, diventiamo rossi: Cariati è come un simbolo più grande di noi, al di là delle nostre poche capacità».
«Oggi, mentre gli ospedali pubblici e l’intera sanità pubblica si spengono, mentre il diritto alla cura è schiacciato sempre più dalle logiche di profitto, a Cariati, dopo il buio totale, qualche lucina in più si vede: posti di lavoro, investimenti, servizi in più».
«Non c’è nulla che ci permetta di dire che è tutto risolto ma si continua a camminare verso un orizzonte, controvento, mentre il mondo spinge nella direzione opposta. Se ci fossero istituzioni degne, intelligenti e furbe, ti avrebbero già invitato da tempo. Ma qui abbiamo il peggio e la vera rivoluzione inizia nel non diventare e nel non voler diventare come loro».
«Speriamo di incontrarci di nuovo, Roger. Noi ti seguiamo, ti ascoltiamo, e continuiamo a camminare anche grazie alla tua voce. Ti abbracciamo. Con amore. Buon Compleanno».
La lettera è firmata “the Cariati kids”.
