Un’ordinanza di sospensione dei lavori di manutenzione ordinaria, emessa dal Comune di Crosia a carico di Claudio Madeo, è stata annullata dopo l’intervento chiarificatore dell’Arsac, l’Agenzia regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese che ha ereditato le funzioni della ex Opera per la valorizzazione della Sila (Ovs).
Madeo, erede della famiglia Cetera e proprietario di un immobile in viale Europa Unita a Crosia (foglio 5, particella 3023 sub 1), aveva comunicato il 4 aprile 2026 l’avvio di lavori di manutenzione ordinaria, attività edilizia libera, formalizzando la pratica anche attraverso il portale regionale CalabriaSUE il 4 maggio 2026.
Il 29 aprile 2026 l’Ufficio Tecnico del Comune ha però emesso un’ordinanza di sospensione cautelare dei lavori, sostenendo che fossero stati realizzati in assenza di autorizzazione e che l’immobile risultasse ancora intestato catastalmente all’ex Ovs, oggi Arsac.
A chiarire la vicenda è intervenuta l’Arsac, che con una nota ha ricostruito la storia della proprietà: l’unità fondiaria era stata trasferita con patto di riservato dominio al signor Salvatore Cetera con atto notarile del 16 maggio 1968, e il riservato dominio era stato cancellato già nel 1991. Secondo l’Arsac, l’errata intestazione catastale della particella deriva da un frazionamento risalente all’atto originario, ma la cancellazione del vincolo si estende a tutte le particelle derivate, compreso il fabbricato in questione, di proprietà degli eredi Cetera.
Di fronte alla documentazione fornita, il Comune di Crosia ha annullato l’ordinanza di sospensione.
Madeo ha deciso di rendere pubblica la vicenda. «Sono felice e sollevato che questa assurda vicenda si sia finalmente conclusa, ma il danno morale, lo stress e le perdite di tempo che ho dovuto subire sono inaccettabili» – dichiara Madeo. «Voglio denunciare pubblicamente il modo in cui sono stato trattato. Avevo comunicato l’avvio della manutenzione ordinaria in totale trasparenza, e per tutta risposta mi sono visto trattare da abusivo in casa mia.»
Il cittadino punta il dito anche contro la responsabilità politica dell’Amministrazione: «So bene che materialmente l’ordinanza porta la firma dei responsabili degli uffici tecnici, ma sarebbe troppo comodo per l’Amministrazione comunale nascondersi dietro questo paravento. Chi governa una città ha il dovere politico di dare l’indirizzo, di organizzare la macchina comunale e di vigilare affinché sia efficiente e non vessi i cittadini. Un’Amministrazione attenta non permette che si spari nel mucchio con ordinanze di sospensione senza prima aver preteso dai propri uffici le dovute verifiche incrociate.»
«Bastava una semplice ricerca o interfacciarsi preventivamente con l’Arsac per capire che si trattava di un errore del catasto» – conclude Madeo. «Invece, ho dovuto lottare per dimostrare qualcosa che era già nero su bianco dal 1968. I cittadini non possono pagare sulla propria pelle la disorganizzazione di un Ente. Spero che la mia storia serva da lezione: chi ha la responsabilità politica di Crosia deve garantire che dietro le scartoffie ci sia rispetto per le vite e i diritti delle persone, assicurando competenza e controllo, altrimenti il fallimento non è solo tecnico, ma politico.»
